12 anni dopo nemmeno la messa per Barbara Cicioni

12 anni dopo nemmeno la messa per Barbara Cicioni

Che tutti i morti siano uguali nel ricordo potrebbe essere un assunto da considerare logico. Pochi potrebbero contestarlo. Che una morta ammazzata e la sua famiglia non abbiano diritto ad un ricordo degno di questo nome nel giorno del lutto, invece, potrebbe sembrare un’assurdità. A Marsciano sta avvenendo proprio questo.

Stiamo parlando dell’anniversario della morte di Barbara Cicioni, 33enne marscianese residente a Compignano, massacrata di botte e soffocata dal marito in casa nella notte del 24 maggio di 12 anni fa. Barbara nel giro di un mese avrebbe partorito per la terza volta: stavolta sarebbe nata una bimba, che però non vide mai la luce. 12 anni nei quali, oltre a infinite peripezie giudiziarie – nelle quali sono finiti anche i figli, ora di 20 e 16 anni – la famiglia ha avuto poche cose alle quali aggrapparsi: tra queste certamente gli amici e, per l’appunto, il ricordo di Barbara.

Ora, non si sa bene per quale motivo, anche questa piccolo momento, sospeso tra la pace e il dolore, le è stato tolto. A riferirci il caso è la madre della ragazza, Simonetta Pangallo. “Da dodici anni a questa parte ci ritroviamo con gli amici di Barbara nella chiesetta di Morcella, per ricordarla con una messa ristretta, ma molto sentita. Qualche parola delle persone che la volevano bene, un loro ricordo e il suono dell’organo di quella chiesa, che i ragazzi del paese hanno fatto ‘rivivere’ a loro spese. Una cerimonia piccola, ma di grande significato per tutti noi” ci racconta. “Anche quest’anno, come facevo sempre, ho chiamato don Renzo, persona squisita che come tutti gli amici voleva bene a Barbara, chiedendogli di celebrare messa nell’anniversario della sua morte”. Una richiesta spontanea e senza troppe pretese, che però, inaspettatamente, ha ricevuto risposta negativa. “Don Renzo mi ha riferito costernato – continua Simonetta – di dover rendere conto del volere del suo superiore, che non ha concesso la messa e l’uso della chiesa per la commemorazione”.

Il superiore in questione è don Marco Pezzanera, il quale “ha chiaramente detto che non si fanno preferenze per i morti e messe per i singoli”. Il suo diniego è stato fermo e definitivo a quanto pare, ripetuto anche quando Simonetta si è presentata al suo cospetto all’uscita di una funzione religiosa. La messa, che per 11 lunghi anni, è stata sempre celebrata quest’anno non si farà perché “non si fanno preferenze per i morti”.

Cosa significhi “fare preferenze per i morti” non è dato sapere, visto che don Marco non ha dato ulteriori spiegazioni alla madre di Barbara Cicioni, una ragazza morta ammazzata all’età di 33 anni e incinta di 8 mesi. Un omicidio che all’epoca scosse profondamente Marsciano, ma che oggi sembra rientrato nella normale casistica dei morti perché – ripetiamo – secondo il parroco di Marsciano “non si fanno preferenze sui morti”.

Noi siamo vicini a Simonetta Pangallo, madre di una ragazza morta ammazzata a soli 33 anni tra le mura di casa, incinta di 8 mesi e madre di 2 figli che hanno subito l’impossibile dopo l’omicidio. Non potremo essere con lei stasera, ma con la mente saremo a Morcella. Lì Simonetta Pangallo e gli amici di sua figlia si ritroveranno per un ricordo “laico” come hanno sempre fatto da quel 2007 ad ora.

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