6.000 euro di multa per un assegno male compilato

6.000 euro di multa per un assegno male compilato

Una classica storia italiana, figlia di rigidità e burocrazia; una legge nata per contrastare il riciclaggio che di fatto sta mettendo nei guai centinaia di persone in tutta Italia che si son viste recapitare multe salatissime per aver incassato assegni dove era assente la dicitura “non trasferibile”; questa storia ha toccato anche Marsciano ed a raccontarla è Umbria24.

Una marscianese ha infatti scritto una lettera sfogo per denunciare questa vicenda: “A novembre  abbiamo ricevuto un assegno di 2mila euro da una cliente a cui abbiamo consegnato della merce – ha raccontato la marscianese – l’assegno ricevuto viene da noi subito versato in banca. Purtroppo non ci siamo accorti che mancava la dicitura “non trasferibile”, una svista plausibile essendo presente ormai da anni in tutti gli assegni tale clausola. Evidentemente la cliente ci ha pagati con un assegno appartenente ad un libretto ormai “datato””.

Dopo un paio di mesi la sorpresa per la marscianese: “Il nucleo antiriciclaggio del Ministero dell’economia e delle finanze ci contesta l’assenza della dicitura sull’assegno con una sanzione che va da 3mila a 50mila euro e una proposta di oblazione pari a 6mila euro da pagare entro 60 giorni»; l’assegno non è stato girato a “terze persone” ma per il nucleo antiriciclaggio non esistono scuse.

Una situazione questa che sta mettendo dei guai centinaia di persone in tutta Italia ed anche per questo l’Associazione Banche Italiane ha diffuso una guida per evitare sanzioni e per capire come muoversi alla luce di questa normativa:

  1. è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro;
  2. gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi attenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro;
  3. le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità;
  4. chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca;
  5. per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato;
  6. è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;
  7. per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;
  8. in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;
  9. per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;
  10. per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.

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