A Venanzio Vallerani è stata intitolata la sala conferenze del Museo

A Venanzio Vallerani è stata intitolata la sala conferenze del Museo

Poco dopo le 12.00 di sabato 4 maggio è stata scoperta dal Sindaco Alfio Todini la targa di intitolazione a Venanzio Vallerani della sala delle Conferenze presso il Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di Marsciano. La cerimonia, molto partecipata, è stata preceduta da un incontro cui hanno preso parte, oltre al Sindaco Todini, Gianfranco Chiacchieroni, Consigliere regionale, il Conte Enrico Pietromarchi, Nora Berrahmouni, Ufficiale forestale presso la Fao e Sabina Vallerani, figlia di Venanzio impegnata oggi a proseguire e promuovere nel mondo il lavoro del padre ed in particolare il Vallerani System, ovvero un metodo di lavorazione agricolo per il recupero delle terre degradate che ne combatte la desertificazione. Il dottor Vallerani, agronomo e zootecnico marscianese scomparso pochi mesi fa, è infatti conosciuto a livello internazionale per l’aver sviluppato tecnologie contro la desertificazione che sono state adottate con successo in molto Paesi dell’America Latina e dell’Africa e da ultimo anche in Cina, dove Vallerani era impegnato in un progetto di cooperazione tra il Ministero dell’Ambiente Italiano e il Ministero delle Foreste cinese.

“Ho un ricordo molto bello di Venanzio – ha affermato il Sindaco Alfio Todini – il quale, ogni volta che tornava da un viaggio, ultimamente in Cina, raccontava le cose fatte e l’esperienza avuta con l’entusiasmo e la passione di un ragazzo. Un atteggiamento, il suo, che è un esempio anche per affrontare le difficoltà del presente, appassionandoci e non arrendendoci di fronte ai problemi. Con l’intitolazione di questa sala vogliamo quindi testimoniare il legame e l’affetto che Marsciano ha per il dottor Vallerani e fare in modo che il suo impegno e la sua figura continuino ad essere vivi e presenti a noi e alle generazioni che verranno”.

Per molti anni Venanzio Vallerani ha lavorato e collaborato con la Fao ed in particolare con il programma portato avanti da questa organizzazione per le zone aride. A ricordare i tratti salienti di questa esperienza ci ha pensato Nora Berrahmouni. “La Fao è molto grata al dottor Vallerani per il suo contributo. Insieme abbiamo lavorato su molti progetti. Uno degli ultimi riguarda il sostegno alla sicurezza alimentare e la lotta alla povertà in 6 paesi dell’Africa sub sahariana, nei quali, facendo tesoro del Vallerani System, sono stati ripristinati per l’agricoltura 13 mila ettari di terreni. La sua passione per l’Africa e i suoi popoli, unitamente alla sua determinazione, sono state una delle chiavi del suo successo in una zona del mondo che sconta tanti problemi. L’impegno del dottor Vallerani non può che essere una fonte di orgoglio per Marsciano e per la sua famiglia”.
Dell’importanza che riveste la figura di Venanzio Vallerani per Marsciano e non solo hanno parlato anche il Consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni e il Conte Enrico Pietromarchi. “La famiglia Vallerani – afferma Chiacchieroni – ha avuto un importante ruolo per Marsciano e per l’Umbria. È una delle famiglie che nella fase post unitaria ha costruito un’agricoltura più moderna immettendo nuovi metodi e tecnologie”. “Venanzio – ha aggiunto Pietromarchi – ha portato nel mondo il nome di Marsciano, dell’Umbria e dell’Italia attraverso la sua creatività, lo spirito imprenditoriale e la capacità artigianale e, non meno importante, lo spirito di solidarietà che lo ha sempre caratterizzato”.

Oggi sono i suoi figli a continuare l’opera iniziata dal padre a partire dalla promozione del Vallerani System. “È dal 2007, quando mio padre mi ha chiesto di aiutarlo a scrivere il libro che raccontava la sua esperienza professionale – racconta la figlia Sabina – che mi sono riavvicinata al suo lavoro dopo che per 20 anni avevo seguito un percorso che mi aveva portato più lontano dalle attività della mia famiglia. È stata una vera e propria riscoperta e mi sono accorta di quanto impegno e lavoro, in tanti anni, mio padre avesse dedicato alla lotta alla desertificazione e al sostegno delle popolazioni che vivono nelle zone più aride del pianeta. Oggi è con orgoglio che mi sto impegnando nel proseguire la sua opera”.