Ada ha fatto 100

Ada ha fatto 100

“Mai avrei pensato di campare cento anni”. Ada Radicioni lo ammette con semplicità. Il segreto? “Ho sempre lavorato e mangiato quello che dava la terra”. Se non fosse per l’udito, la neo centenaria non avrebbe difetti. Ada, quinta figlia di Sebastiano e Cleofe Giglioni, è nata il 20 agosto del 1913 in una casa contadina nelle campagne di Collazzone. Due fratelli, Fabio e Orlando, e tre sorelle, Emma, Ermelinda e Maria, Ada è l’unica ancora viva. 

Poco dopo la sua nascita, la famiglia si sposta al vocabolo Palombaro, a due passi da Marsciano. “Facendo la biciancola sono caduta e mi sono rotta un osso della spalla”. Faceva la terza elementare e dopo l’incidente non è più andata a scuola. Nel 1923 la famiglia Radicioni si trasferisce ad Ammeto, in cima allo Stradone. Ada ci è rimasta fino al 31 gennaio del 1932, giorno delle nozze con Francesco Patacca, che ha seguito a Cerro. Lì sono nati Gioconda, Giovanna e Giuliano. A Cerro, sempre lavorando la terra, hanno vissuto fino al 1961. “Siamo venuti ad abitare al centro storico di Marsciano il 18 novembre del 1961”. E qui ancora vive. 

Il marito l’ha lasciata nel 1991. Ada ha conosciuto l’ospedale nel 2010 a causa di un blocco renale. Ha una mente di ferro. “Al passaggio del fronte i tedeschi portarono via tutto quello che potevano”. Ricorda anche che un 13 giugno un temporale con tuoni e grandine spazzò via tutto il grano ormai maturo. “La chioccia, però – rammenta – salvò sotto le sue ali 14 dei 17 pulcinelli”. Dal 1962 in poi ha dato una mano alla famiglia Cocchieri, proprietaria dell’albergo Moderno. La domenica, spesso, faceva anche 150 uova di pasta. Per aiutare la sua famiglia faceva anche le nottate al Policlinico di Monteluce. 

Ricorda anche quello che provò la prima volte che mise piede a Perugia assieme al marito. “Camminavamo tenendoci per mano, avevamo paura di tutta quella gente e di quei palazzi tanto alti”. Prima che la chiacchierata abbia fine, Ada prende il portafogli e tira fuori tre immagini: Gesù Cristo, San Gabriele dell’Addolorata e Togliatti. “Se nojaltri contadini semo potuti venì fori dai padroni è solo grazie a Togliatti. E allora ogni tanto gli dico anche qualche requiem eterna”. Alla festa prevista per domenica prossima ci saranno anche i nipoti Maurizia, Maurizio, Massimo, Mauro, Cinzia, Mirko e gli otto pronipoti. Auguri.