All’arco una piscina coperta? Nessuno ci ha chiesto niente ancora…

All’arco una piscina coperta? Nessuno ci ha chiesto niente ancora…

Parole del presidente del Consorzio Arco, Stefano Bartoccioni, che interviene ancora una volta sulla vicenda dello spostamento della Coop dall’Arco all’Ammeto; questa volta il presidente dell’Arco, nonché consigliere comunale di opposizione, parla del futuro della struttura di Piazza Karl Marx: “Il 20 febbraio il Consiglio Comunale voterà la autorizzazione a seguire un iter semplificato per il progetto di costruzione di un ulteriore centro commerciale all’Ammeto dove si trasferirà la Coop e dove verranno costruiti altri locali per altri esercizi commerciali; c’è preoccupazione perché i locali del centro commerciale Arco dove attualmente è situata la Coop non rimangano vuoti aumentando il disagio attuale di tale struttura. Si è pensato allora da parte Coop di localizzarvi un centro sportivo con piscina coperta annessa. E’ stato previsto anche un piccolo negozio alimentare. Il progetto verrà a breve presentato in Comune”.

Questa la ricostruzione della vicenda da parte di Stefano Bartoccioni che poi però va all’attacco rispetto ai metodi fin qui utilizzati: “Ognuno può fare nella sua proprietà ciò che vuole, legge permettendo, ma quello che mi lascia perplesso e preoccupato è che il centro commerciale Arco è un condominio, anzi un supercondominio cioè vi sono più strutture con finalità diverse che hanno una gestione condominiale unica.
La Coop è un condomino, proprietaria di una quota importante ma che è solo una parte del complesso, per cui ogni lavoro che alteri la struttura dell’immobile deve essere approvata dal condominio. E non si parla di semplice maggioranza. Una piscina richiede che parte del pavimento del locale venga eliminato approfondandosi nell’area dei garage sottostanti. Alcuni posti macchina sotto i locali coop sono di proprietà della coop ma non le vie di scorrimento che sono di proprietà condominiale. La piscina non può non occupare anche queste vie che, venendo a scomparire, necessitano del consenso unanime dei condomini. Non maggioranza ma unanimità”.

Quindi, secondo Stefano Bartoccioni, senza il consenso di tutti i condomini è prematuro parlare di piscina coperta all’Arco, visto che basterebbe anche un “no” per bloccare il tutto.

“E’ proprio questa consapevolezza che mi da preoccupazione – prosegue Bartoccioni – come è possibile che la Coop o il costruttore che tra l’altro è lui stesso condomino, non sappia questo? A dieci giorni dalla richiesta di iter facilitato in Consiglio Comunale, al Supercondominio Arco che è il soggetto più direttamente interessato a questi lavori di ristrutturazione che potrebbero essere bloccati da un solo condomino contrario, non è stato presentato nessun progetto. In questa partita c’è il proprietario dei locali, c’è il costruttore, forse il gestore che deve dare ancora risposta, ma chi paga i lavori”?

Alla fine Bartoccioni fa un appello ai presentatori del progetto, visto che al momento nessuno ha contattato la dirigenza dell’Arco: “Ecco da dove nasce la preoccupazione: un progetto che viene sbandierato come già realizzato trascura completamente chi potrebbe non gradire il progetto e bloccarlo senza problemi e manca di finanziatore. Spero di sbagliarmi ma vedo tanto fumo. E se mi sbaglio che qualcuno venga in Condominio e ci dica come stanno realmente le cose”.