“Allievi” per sempre

“Allievi” per sempre

I campioni regionali della Nestor ’70-’71 si sono incontrati, non su un campo, ma davanti ad una pizza. Scambi di battute ed un assist perfetto per ricordi indelebili

“Gigi, mi passi un pezzo di quella pizza?”, “Quale vuole, mister?”.

Si chiamano così, come mezzo secolo fa, pur essendo entrambi nel frattempo diventati nonni, sia il calciatore (un centrocampista alla Pirlo, prima ancora che Pirlo fosse nato), sia l’allenatore.

Bisognerebbe raccontare una cena al ristorante, ma come si fa?

Serata organizzata dai “superstiti” Allievi della Nestor anni 1970- 71 che vinsero il campionato regionale e parteciparono alle finali nazionali in Friuli (finendo terzi), con le radiocronache improvvisate davanti al Caffè Italia (che ora non c’è più) e il paese in trepida attesa di sapere gli aggiornamenti della partita. Non essendoci telefonini, l’inviato ad ogni azione doveva recarsi al bar più vicino allo stadio di Aquileia, acquistare i gettoni dal telefono pubblico e fare il numero del Caffè, sperando di avere la linea libera e raccontare, per poi tornare sugli spalti, accertarsi che nel frattempo non fosse accaduto nulla, fino alla prossima azione rilevante. Il quarto di finale contro gli emiliani del Vignola finì ai rigori e, per conoscerene l’esito, toccò aspettare tre quarti d’ora. Cronaca in tempo (ir)reale.

Ospite d’onore, ovviamente, il mister Elio Grassi, il cui solo nome a Marsciano vale come passpartout, capace di aprire i mille cassetti della memoria. Ad Elio è stata consegnata la targa del premio Nestore, che non aveva potuto ricevere, assente giustificato.

Tra un piatto e un altro sono volati via veloci i ricordi, impossibili da raccontare tutti: le ombrellate del mister a chi si presentò in campo non proprio concentratissimo (con la sciarpa e l’orologio), il pallone di fango e la cacca di mucca buttata in tribuna a Todi sui tifosi esagitati (sul campo il giorno prima ci si svolgeva il mercato delle vacche e il giorno dopo si facevano le righe e si giocava). Altri tempi.

Meglio allora ricordare i presenti, oltre Elio Grassi e signora (e un’amica): Marcello Primiera, Moreno Salani, Cesare Zepparelli, Gigi Corradi, l’ex ct del Gambia Luciano Mancini, Ugo Cesare Gambini (insieme al figlio Giovanni, ottimo giornalista), Stefano Lentini (con un librone di foto strepitose e ingialliti articoli di giornale, regalo inestimabile che gli fece suo padre), mister Paolo Flamini che di Grassi fu l’erede, Alvaro Angeleri (che non ha mai giocato) e chi scrive.

Ottima la pizza, anche il dolce.

Articolo di Luca Cardinalini