Amarcord. Il Carnevale a Marsciano ad inizio ‘900

Amarcord. Il Carnevale a Marsciano ad inizio ‘900

In tempi di sfilate e maschere diamo uno sguardo a come si festeggiava nei primi anni dello scorso secolo attraverso alcuni documenti dell’epoca

Il ballo, nei primi anni del secolo scorso, si diffonde sempre più, grazie anche ad alcuni privati che organizzano feste pubbliche. Non mancano autorizzazioni bizzarre. Nel capoluogo spopolano sempre le feste danzanti al teatro Concordia.

1908 Si balla in via del Corso (Marsciano pagine di storia, Alpini, 25 gennaio)

Boccali Alberto chiede il permesso per organizzare feste da ballo pubbliche durante il Carnevale in una sala al primo piano dell’abitazione di Morettini Attilio situata in via del Corso numero 11 a Marsciano.

Il sindaco autorizza “a condizione che nella sala non ballino contemporaneamente più di 15 coppie, che le puntellature siano verificate spesso durante i trattenimenti serali e che sia dato avviso all’Arma dei Carabinieri, prima di dare ogni sera le predette feste da ballo, per la sorveglianza delle condizioni imposte”.

1909 Trattenimento danzante (L’Unione liberale)

Le feste da ballo, quasi sempre, hanno una finalità benefica. Al Teatro della Concordia, ad esempio, fu dato un trattenimento musicale con uno scelto e variegato programma a beneficio del locale Concerto.

“Sotto l’alta direzione del giovane e chiaro maestro Giovanni Amaniera non poteva l’esecuzione musicale non riuscire un vero trionfo.

E questo trionfo, che riempiendo l’animo di entusiasmo ha lasciato in tutti delle grandi speranze per un avvenire lusinghiero, lo si deve oltre che all’abilità del Maestro, valente nell’arte come severo nella disciplina, anche ai nostri baldi e valorosi musicanti, i quali invero chiamati a questa missione, han dato sempre, non dubbie prove di ferma ed efficace volontà.

Infatti costituiti in società da poco più di un anno, incoraggiati moralmente e materialmente dalla intera cittadinanza di qualunque idea politica e condizione sociale fanno sperare che il nostro Concerto diventerà in breve uno dei migliori dei nostri dintorni”.

1910 Carnevale (La Battaglia)

La situazione politica non è certo idilliaca e le varie fazioni non si risparmiano le accuse.

“E’ bene sapere che nel nostro paese s’ignorano completamente tutte le leggi, tanto è vero che ancora si permette a certi pitocconi di frustare, indisturbati, tutte le case per carpire anche dal più umile operaio la cosiddetta elemosina per le anime del Purgatorio.

Questo è quanto accade nella tradizionale giornata di carnevale; a compimento dell’opera poi la sera dello stesso giorno si adesca il buon popolo con le famose cialde erelativo bicchiere di vino e i maneggioni della santa bottega incassano quattrini a iosa a totale beneficio delle anime…purganti.

Da persone bene informate ci si riferisce però che quest’anno le entrate hanno subito un notevole ribasso ad onta che qualche mangiapreti, sempre per coerenza ai suoi principi abbia dato qualche pezzo da cinque lire.

A! mascherine quanto ci fate ridere!

Tutto ciò non ci stupisce certamente. Quello che invece interessa di sapere è che il popolo si va ricredendo; anche la medievale fiaccolata non è più che una ragazzata addirittura nauseante; la prova più evidente ce la da un noto pezzo grosso della santa bottega il quale stando nella pagliacciata che gli si faceva fare, ebbe il coraggio di dire: Oe io strillo, ma si nun donno da beve io nu strillo più.

Bravo lavoratore, noi ti diciamo, risparmia il tuo fiato e conservalo per il lavoro dal quale ricavi il sostentamento per la tua famiglia.

Lascia agli oziosi e ai truffaldini il compito di fare pagliacciate, mentre essi strilleranno non penseranno ad ingannarti”.

Il carnevale del 1912 risveglia la voglia di fare festa, e l’Albergo della Posta ospita veglioni per “poveri” e meno poveri.

La serata al teatro Concordia è un omaggio ad un marchese.

1912 Veglione all’Albergo della Posta (La Battaglia, 27 gennaio)

“Il veglione dato all’Albergo della Posta per iniziativa della Fanfara popolare non poteva riuscire più splendido; le danze si protrassero fino verso le 3 ed in tutti è vivo desiderio di ripetere tanto divertimento.

Una lode meritatissima al proprietario dell’albergo, signor Rodolfo Baglioni per l’inappuntabilità del servizio di buffet e per la squisitezza dei dolci di sua speciale lavorazione”.

1912 Una bella festa (L’Unione liberale, 13 marzo)

“Quanto ha Marsciano di più elegante era mercoledì sera convenuto a questo Albergo della Posta, tutto sfolgorante di luci e di fiori.

Tra la folla delle bellezze muliebri abbiamo notato le signore Loccatelli Mosconi, Bolli, Miniati, Baglioni, Moneta, Franchi, Minciarelli e signorine, Giacchè e signorine, Cabassi e signorine; e le signorine Zanetti, Capecchi, Tomassi, Nucci, Amori, Boschetti e altre.

Le danze svoltesi in mezzo alla più schietta e cordiale allegria si protrassero fino alle 5 del mattino e si chiusero con un ricco e animato cotillon, lasciando in tutti un grato ricordo della brillante serata.

Tributiamo una sincera lode al proprietario dell’Albergo signor Rodolfo Baglioni nonché alla sua gentile signora, che seppero preparare un sontuoso e bene assortito buffet”.

1912 Una simpatica soirée (L’Unione liberale, 13 aprile)

Ad una lietissima festa al teatro della Concordia, che per opera infaticabile di egregie signore era stato trasformato in un elegantissimo giardino, convenne ieri sera quanto Marsciano ha di più eletto. Il marchese Torello Torelli-Massini era il festeggiato: a lui si era voluto rendere un gentile omaggio di cortesia in ricambio della squisita serata che aveva offerto lo scorso mese ai signori di Marsciano. C’erano tutte le signore e signorine del paese che seppero rendere la festa animatissima per brio, eleganza, vivacità. Pensate che dopo un cotillon ricco e grazioso diretto con un insuperabile verve dalla signora Giuseppina Loccatelli Mosconi e dal dottor Mario Minciarelli, si ripresero le danze che si protrassero animatissime fino a giorno.

Ora qualche nome, signore: Giuseppina Loccatelli Mosconi, Miniati, Bolli, Battaglia, Cabassi, Cruciani, Amori, Busti, Giacchè, e le signorine: Minciarelli, Boschetti, Capecchi, Amori, Biscarini, Cabassi, Giacchè, Farinelli, Nucci, Cruciani, Zanetti. Il sesso forte era largamente rappresentato. C’era il conte Gnoli, Pucci, il marchese Gianni Torelli, il barone Menzinger, il ragionier Ferrarini venuti espressamente da Perugia, e poi i signori dottor Minciarelli e Egidio Biscarini, infaticabili preparatori della festa, i dottori Bolli, Bassini, Nucci, gl’ingegneri Miniati, Battaglia, il segretario comunale esimio suonatore di flauto, che cooperò alla buona riuscita dell’orchestrina, e ancora i signori Busti, Cabassi, Cruciani dottor Giuseppe e Marino, Tommasi, Biscarini, Mosconi, Amori e altri ancora. Ottimo e ricco il buffet servito dal signor Baglioni. Insomma una festa riuscitissima che

1920 Si balla in diversi posti

Durante il carnevale sono in tanti a chiedere il permesso di organizzare serate danzanti.

Il 10 gennaio Saverio Ripiccini chiede il permesso per organizzare durante il carnevale “feste da ballo nel locale a pianterreno della sua casa di Cerro”.

Sempre a gennaio fa richiesta per poter organizzare feste da ballo pubbliche e a pagamento per carnevale Rotoni Luigi, in qualità di presidente del Circolo giovanile di Castiglione della Valle. Le feste da ballo avranno luogo in una casa di proprietà di Rossini Ovidio.

Richieste simili vengono avanzate anche nel capoluogo.

Santantonio Italiano chiede il permesso di poter dare delle pubbliche feste da ballo durante il carnevale nel locale a pianterreno della casa di sua proprietà in via Chiesa Nuova al numero 1. Si obbliga di avvisare ogni sera il Comandante della Stazione dei RR Carabinieri.

Più corposa la richiesta di Montagnoli Achille e Artegiani Giovanni. I due oltre al permesso di fare feste da ballo pubbliche nel locale a pian terreno della casa di Artegiani Giovanni, sita in via della Porta Nuova, chiedono pure di poter vendere vino, liquori e caffè.

ci fa desiderare una non lontana replica”.