Amarcord. La “guerra” tra parroco e Concordia

Amarcord. La “guerra” tra parroco e Concordia

All’origine dello screzio la voglia di festeggiare dei marscianesi…

Il 1949 si chiude con una bizzarra polemica a distanza fra il Teatro Concordia e la parrocchia. La vicenda la racconta L’Unità.

“Un fatto singolare è accaduto la notte di San Silvestro. In questa notte di attesa è tradizione vegliare per divertirsi un po’. Questo non accade solo in Italia, poiché in tutti i Paesi civili del mondo è un’antica tradizione festeggiare il 31 dicembre.

Don Arsenio, invece, non è di questo parere e appunto perché al teatro era stato organizzato un modesto veglione, ha privato tutta la popolazione del festoso suono del campanone a partire dalla mezzanotte dell’ultimo dell’anno. A questa sciocca rappresaglia è seguita la minaccia di scomunica per tutti gli organizzatori della veglia, cosicché assieme ai comunisti già condannati dal Sant’Uffizio, ne avremo a Marsciano molti altri, tra cui attivisti democristiani, che seguiranno la stessa sorte.

La reazione dei cittadini e dei campanari per primi è stata unanime. Basti dire che in quegli ambienti, solitamente vicini al priore, s’è creato un forte malcontento e non si è mancato di stigmatizzare l’accaduto”.

Il 1949 è l’anno in cui Fausto Coppi vince sia il Giro d’Italia che il Tour de France. Ma è soprattutto l’anno del lutto per il grande Torino. Sulla collina di Superga si ferma a cinque il numero degli scudetti vinti dalla squadra guidata da Valentino Mazzola.