Amarcord. L’orchestra che faceva ballare l’Umbria

Amarcord. L’orchestra che faceva ballare l’Umbria

A cavallo tra il secondo dopo guerra e gli anni ’50 c’era un gruppo musicale che spopolava in tutta la regione

Nel 1945, dopo una breve esperienza con l’orchestra Faina di Perugia, Mosè Toccaceli dà vita all’Orchestra che per un ventennio porterà il suo nome. Con lui suonano i vecchi compagni Aldo Toccaceli, Pietro Salani, Giovanni Salani e Giulio Grassini e i nuovi Toto Tesei (secondo sax), e Giovanni Scaleggi (tromba). Le prove si fanno nella casa di Grassini, vicino alla chiesa parrocchiale.

L’orchestra in poco tempo diventa fra le più richieste della provincia. L’unica concorrente seria, per accaparrarsi i veglioni più rinomati, era l’orchestra “Hot Gatto nero” del perugino Galigani. L’orchestra Mosè, formata da ottimi solisti, proponeva il meglio della musica in voga. Sempre, però, con un taglio classicheggiante. Indimenticabili alcuni veglioni come la festa dei cacciatori di Bevagna.

Nel 1953 l’orchestra Mosè “assume” una cantante: Edda Toccaceli, quattordicenne figlia del capo orchestra. “Mio padre – ricorda Edda – era così geloso che se qualcuno voleva chiedermi di ballare doveva prima parlare con lui. E la risposta era sempre no”. Terni, Gualdo Tadino, Umbertide, Città di Castello, Deruta, Grutti, Todi. E l’estate al Peglia, ad Acquapendente e in tanti altri posti. Fra i propri cavalli di battaglia Edda aveva “L’amore è una cosa meravigliosa”, “La ragazza col montgomery” e “Maruzzella”. Senza disdegnare escursione nel genere allegro.

Mosè era un nome conosciuto in tutta la regione. La sua passione per la musica ha coinvolto tutta la famiglia. Prima di mettere a riposo il sassofono ha suonato anche col nipote Carlo in una serata al Concordia nei primi anni Settanta. L’orchestra ha vissuto alcuni avvicendamenti. Da ricordare gli ingressi di Giulio Tonzani e Aldo Mangiabene.

A Marsciano, all’epoca, il veglione più importante era quello organizzato il giovedì grasso dagli studenti universitari. “Al Concordia – rammenta Edda – a quei veglioni era quasi impossibile trovare posto, tanta era la gente che vi partecipava”.

Nel 1955 l’armonia all’interno dell’orchestra si rompe. Mosè e Giulio Grassini, amici per la pelle, decidono di separarsi. “Il motivo vero – dice Aldo Toccaceli – non l’ho mai saputo. Sta di fatto che quasi tutti andammo con Grassini”. Con Mosè restò Aldo Mangiabene. A completare l’orchestra furono Franco Papi, “il Negro”, alla batteria, Dino Fagioli al contrabbasso, Vando Cicioni alla chitarra e Geremia Gelosia alla tromba.