Amarcord. Quel derby “politico” tra Csi e Uisp…

Amarcord. Quel derby “politico” tra Csi e Uisp…

65 anni fa il derby tra i viola del Uisp ed i rossi del Csi

Anno 1954. La Nestor dopo tre anni di gloria in IV Serie alza bandiera bianca. Un po’ per soldi e un po’ per mancanza di un campo decente. Il terreno di gioco diventa sede delle case popolari. E quello disegnato di fianco, addossato alla ripa su cui sorge la clinica Bocchini, è più sassi che terra. Ed è in discesa. Per renderlo agibile il comune stanzia 14 milioni di lire.

Rossi e bianchi, mangiabambini e baciapile, Coppi e Bartali. Marsciano, come il resto d’Italia, è spaccata in due. Anche lo sport è diviso.

Il Csi, con l’abbandono della Nestor, prende coraggio. È presente da anni e domina nelle corse a piedi con Federico Toccaceli, il “negretto”, Sandro Gennari, “il figlio della Putinzia”, e “piè veloce” Francesco Susta. I giovani di sinistra si mangiano il fegato nel vedere i coetanei dell’Oratorio vincere tutti i premi messi in palio nelle feste paesane. Ben presto nell’Uisp la rabbia si trasforma in un piano concreto: formare una squadra. Ad animarla ci pensano Adilbo Tintori e Giovanni Toccaceli, mitico bomber di talento degli anni Quaranta, meglio conosciuto come Giannino o Fasanella. La sua bottega di calzolaio, sotto la scuola elementare, è anche la sede della società sportiva. L’odore della “canfora” e del cuoio si sente già sulla porta.

Mentre i ragazzi del Csi possono allenarsi sul campetto dell’Oratorio, i giovani dell’Uisp utilizzano il “Piazzone”. Sbuffano e corrono e a maggio si sentono pronti per lanciare la sfida al Csi. L’appuntamento è per il mese di ottobre.

Il 30 agosto a Lugano fausto Coppi conquista la maglia arcobaleno. Derycke, secondo arrivato, taglia il traguardo dopo sei minuti.

LA GRANDE SFIDA TRA CSI E UISP
Grandi manifesti annunciano la partita: “Torna il calcio a Marsciano. Tutti alla grande sfida tra Csi e Uisp”. Attorno al campo di gioco è una barriera di gente. Anche il greppo che fa da tribuna è pieno. I colori delle maglie sono in tinta con l’appartenenza politica. Il Csi gioca con una maglia viola nuova di zecca. Quelli dell’Uisp hanno rimediato maglie azzurre. Ma non è il caso, e allora le fanno tingere di rosso. Arbitra l’incontro Pietro Salani. L’attesa, durata settimane, è tanta e il clima è caldissimo. L’Uisp gioca con Vincenzo Chiappinelli in porta, Nazzareno Margutti e Luigi Soccolini terzini, in mediana Duilio Salani, Giuseppe Moretti e Angelo Scapicchi, in attacco Augusto Zoppetti, Paolo Mogetti, Enrico Seghetti, Franco Cartaginesi e Guido Todini. Il Csi risponde con Giuseppe Giannoni tra i pali, Bruno Anniboletti e Mario Scoppa terzini, Vanni Rossetti, Francesco Susta e Alberto Margaritelli in mediana, e con Sandro Gennari, Federico Toccaceli, Carlo Susta, Armando Mancinelli e Annibale Cartaginesi in attacco. Allena il Csi Leandro Ambrogi e il presidente è Renato Corradi.

La partita è accesa ma alla fine stravincono i “rossi”. Il risultato finale è 4 a 1 con due reti di Seghetti e una a testa di Cartaginesi e Todini. Per il Csi segna Gennari. La sera è festa grande alla Casa del popolo e si balla fino a tardi.