Ammeto in festa per i 60 anni di sacerdozio di Don Giuseppe

Ammeto in festa per i 60 anni di sacerdozio di Don Giuseppe

“Sessant’anni e non sentirli”. Quelli del sacerdozio di Don Giuseppe Granieri, festeggiati insieme alla sua comunità nella parrocchia di Ammeto. È stata una grande festa, in mezzo alla sua gente e in quella che è simbolicamente la sua ‘casa’, la chiesa di Ammeto, fortemente voluta da lui e costruita il 2 ottobre del 1971, più spaziosa e moderna. 

Era il 29 giugno 1956, invece, quando il giovane Don Giuseppe veniva ordinato sacerdote nella chiesa di S. Maria in Camucia a Todi. Più di mezzo secolo di vita dedicata alla sua missione e raccontata anche in un libro scritto da uno dei suoi diaconi, Antonio Cecchini. 

“Prete da sessant’anni e non sentirli” è il titolo del volume che proprio in occasione della festa a lui dedicata è stato presentato. Alla festa in onore di Don Giuseppe anche il cardinale Ennio Antonelli e il vescovo Giovanni Scanavino, che hanno celebrato la messa, oltre alla governatrice della Regione Catiuscia Marini. E poi una folla immensa di gente, che ha voluto essergli vicino come lui, in tutti questi anni, ha fatto con loro. 

Tanti i ricordi, citati durante la cerimonia, a partire dal suo arrivo in seminario a Todi (il 14 ottobre 1942), passando per la sua prima esperienza sacerdotale a Collepepe (dove celebra la prima messa l’8 luglio 1956) e Piedicolle, fino ad arrivare ad Ammeto. “Un uomo in grado di accogliere, ascoltare, dialogare, accompagnare, infondere fiducia. 

Sempre disponibile, paziente, calmo, pronto a condividere gioie e sofferenze”. Così lo ha definito il cardinale Antonelli, sottolineando la sua grande capacità di stare in mezzo alla gente. Ma anche la grande perseveranza. “Io con voi oggi celebro le nozze di diamante perché siete la mia famiglia”. Queste le parole di Don Giuseppe, felice e commosso. 

E tra i ricordi del suo lungo cammino nella parrocchia di Ammeto, anche la disputa con i parrocchiani di Piedicolle, che ostacolarono la sua partenza. Così il giovane parroco fu costretto a fare la spola tra le due parrocchie, fino a quando Ammeto lo accolse definitivamente e in modo trionfale. Così come ha fatto ora per festeggiare i suoi sessanta anni in mezzo alla sua gente.