Balestre, bandiere e tamburi. La rievocazione medievale unisce Rotecastello e Norcia.

Balestre, bandiere e tamburi. La rievocazione medievale unisce Rotecastello e Norcia.

Balestre, bandiere e tamburi. Le rievocazioni medievali che segnano la propria storia e uniscono due paesi. Nasce così l’amicizia fra l’Associazione Amici di Rotecastello e l’Associazione Balestrieri e Tamburini San Benedetto da Norcia. Nasce con la complicità di un altro gruppo storico dell’Umbria, quello dei Majores Ballistarii di Assisi e dopo aver condiviso cortei, rappresentazioni, scambi di visite, si trasforma in un gesto concreto. Perché era impossibile rimanere fermi dopo il sisma del 30 ottobre che ha colpito proprio Norcia. Perché è vero che il Medioevo unisce, ma sono poi le persone che condividono quella passione a cementare il rapporto che va oltre i cortei.

Per questo l’Associazione Amici di Rotecastello si è subito messa in moto per aiutare questi amici ora in forte difficoltà. Dalle loro parole, dai racconti fatti a sprazzi al telefono quando si riusciva a comunicare, è subito apparsa la gravità della situazione. Per questo nella settimana successiva al sisma l’associazione di Rotecastello ha iniziato una raccolta di materiale di prima necessità, sensibilizzando i propri soci e tutti i cittadini del Comune di San Venanzo. La risposta è stata di massa: tantissimo materiale è arrivato in pochi giorni nella sede del piccolo borgo. E in due giornate con la collaborazione della Pro Loco di San Venanzo, la Misericordia di San Venanzo e la Federazione Italiana Fuoristrada che hanno messo a disposizione i propri mezzi, una piccola delegazione si è recata a Norcia. Grazie ad una famiglia sanvenanzese è stato possibile pure fornire loro una roulotte.

Ma grazie in generale a tutti i cittadini di San Venanzo e non che hanno donato sia cibo che coperte fino ai libricini per i bambini. Un gesto che è stato sottolineato dai molti attestati di ringraziamento da parte dei Balestrieri e Tamburini di Norcia. Nella cronaca delle giornate passate lì, ci potremmo perdere in mille descrizioni di cosa si sta vivendo in quei territori. Ma le parole non basterebbero e non renderebbero davvero quello che è ora, la situazione. Ci limiteremo a raccontare la forza del Presidente della Pro Loco di Campi, Roberto Sbriccoli che si è letteralmente caricato il paese sulle spalle.

Al momento la popolazione di Campi vive in una sala polivalente, inaugurata ad agosto per tutti altri scopi ma che si è rivelata una vera salvezza. Tutti insieme: uomini, donne, bambini, giovani e anziani. Si cucina tutto il giorno per fornire i pasti e poi la sera via i tavoli, si aprono i letti. Una sala costruita – come ci raccontano – grazie al lavoro di tutti i soci dell’associazione e che rispetta le più alte norme anti-sismische. Lì ci accoglie proprio il presidente Sbriccoli che ci racconta un po’ la storia di Campi: di quello che è stato e quello che è ora. Alzando la testa dalla sala – perché questi amici ci hanno offerto pure il pranzo – si nota un finestrone, costruito sicuramente per avere sempre uno sguardo al bellissimo paese che era Campi, che al momento però regala lo sconforto più grande mostrando le ferite del terremoto. Al momento il progetto del Presidente e di tutta Campi è riuscire ad avere una cella frigorifera per poter stoccare gli aiuti che arrivano.

Chiudiamo questa esperienza così forte con un gesto di speranza e di sguardo al futuro: una delle preoccupazioni dei componenti del gruppo Balestrieri e Tamburini San Benedetto da Norcia era mettere in salvo il proprio corteo storico e i propri tamburi. Grazie all’immancabile sostegno dei Vigili del Fuoco che hanno recuperato il tutto, ora il materiale è in custodia dell’Associazione Amici di Rotecastello, presso la propria sede, in attesa di poter riunire di nuovo i cortei e come molte volte, sfilare da Porta Romana fino alla Piazza di San Benedetto, con vista sulla basilica.