Banca del Tempo di Marsciano: 3 anni e non sentirli

Banca del Tempo di Marsciano: 3 anni e non sentirli

Cose’è la Banca del Tempo? Per chi ancora non la conosca, ecco l’articolo 1 dello statuto:

“La Banca del Tempo è il luogo in cui desideri e disponibilità si incontrano: tutti i partecipanti condividono le loro esperienze e le loro conoscenze; l’unità di scambio è il tempo impiegato per effettuare le attività, secondo una valutazione paritetica delle risorse di ognuno. La Banca del Tempo di Marsciano intende, inoltre, promuovere le occasioni per favorire la conoscenza personale tra gli iscritti, stimolando gli scambi tra loro.”

La Banca del Tempo di Marsciano compie 3 anni e per l’occasione ha organizzata alla Sala Capitini il convegno con il quale festeggia il suo terzo compleanno. “Tre anni di Banca del tempo di Marsciano” questo il titolo dell’incontro in programma venerdì 10 maggio a partire dalle ore 17.00 al quale interverranno il Sindaco di Marsciano, Alfio Todini, l’Assessore regionale al Welfare, Istruzione e Politiche giovanili, Carla Casciari, la Presidente dell’Associazione nazionale Banche del tempo, Marialuisa Petrucci, la coordinatrice della Banca del Tempo di Marsciano Loretta Marchetti e un rappresentante del Cesvol di Perugia. A coordinare i lavori del convegno ci penserà Angela Pancucci, Presidente dell’Associazione Makeba.

Al convegno interverranno anche gli iscritti alla Banca che porteranno una breve testimonianza dell’utilità e facilità di fruizione della banca che, in un momento di profonda crisi come quella che stiamo attraversando, consente al cittadino di usufruire di servizi di ogni genere donando come controvalore il tempo messo a disposizione per altri servigi ad altri cittadini in sostituzione dei pagamenti in moneta. Un sistema che, oltre che garantire prestazioni di servizi, tende a ricostruire la fitta rete di rapporti sociali che la modernità tende a trascurare ed inaridire.

Un incontro aperto a tutti e che può essere un’importante occasione per capire le potenzialità di questa organizzazione: uno scambio equo basato sulle proprie competenze e che vede sparire il denaro dai rapporti lavorativi, un sistema sicuramente innovativo e che può essere una grande risposta alle esigenze di tutto noi, soprattutto in un periodo di crisi economica come questo.