Biodigestore di Olmeto, l’amministrazione replica a Velloni

Biodigestore di Olmeto, l’amministrazione replica a Velloni

L’amministrazione comunale, con una nota stampa, ha replicato alle accuse del consigliere d’opposizione Marco Velloni relative alla bonifica delle lagune del biodigestore ed al futuro della zootecnia nel nostro territorio.

In previsione del prossimo Consiglio comunale che sancirà la definitiva chiusura del biodigestore di Olmeto torna a farsi vivo il Movimento per la qualità della vita che da sempre ha auspicato tale soluzione. Tuttavia, con nostra sorpresa, il Movimento, invece di esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto, coglie l’occasione per una serie di critiche superficiali e infondate, guardandosi bene dal proporre soluzioni alternative realmente fattibili. In particolare si critica ciò che l’Amministrazione sta facendo per completare l’opera di rimozione e riambientamento del vecchio impianto, occultando volutamente che si tratta di interventi definiti e approvati da una qualificata commissione tecnica composta da tutte le istituzioni interessate. Interventi approvati e finanziati dalla Regione Umbria con fondi del Piano per lo Sviluppo rurale. Non sarebbe meglio studiare i documenti che sono a disposizione di tutti e riflettere prima di sparare sentenza? Parlare poi di bonifica, come fa appunto il Movimento per la qualità della vita, è improprio in quanto sottintende un danno ambientale che non c’è.

Quanto agli allevamenti presenti nel territorio comunale si disconoscono del tutto i progressi ottenuti negli ultimi anni riguardo a impatto ambientale e emissioni odorigene, grazie al Regolamento sugli allevamenti suinicoli adottato all’unanimità dal Consiglio comunale e al lavoro del Nucleo tecnico comunale successivamente istituito. Basti citare tre fatti:

  1. i risultati ottenuti attraverso l’utilizzo costante, negli allevamenti, di prodotti biologici che riducono le fermentazioni ammoniacali e quindi i cattivi odori;

  2. la cessazione definitiva di una stalla posta a ridosso dell’abitato di Olmeto. Cessazione ottenuta grazia ad un accordo con il proprietario fortemente voluto dall’Amministrazione;

  3. la cessazione temporanea, durante il periodo estivo dell’anno in corso, di due stalle poste l’una all’inizio di Olmeto e l’altra tra Cerqueto e san Valentino.

Nella consapevolezza che su questa strada occorra continuare, perché certamente bisogna puntare su ulteriori miglioramenti, riteniamo comunque indicativo il fatto che si voglia, da parte del Movimento, rappresentare una realtà sempre uguale a se stessa.

Gli allevatori hanno nel frattempo dato altre dimostrazioni di voler fare le cose in modo serio. Le principali aziende utilizzano reflui in agricoltura con sistemi che garantiscono l’interramento del refluo contestualmente al suo spandimento. L’azienda Platoni di Sant’Elena ha realizzato, accanto al proprio allevamento, un impianto per il trattamento dei reflui che utilizza una tecnologia consolidata e diffusamente adottata in Europa, ottenendo molteplici utili risultati: valorizzazione energetica, utilizzo del digestato come concime per le colture, abbattimento dei cattivi odori. L’impianto funziona da diversi mesi senza aver creato alcun tipo di problema, come chiunque può constatare.

Nonostante tale concreto e positivo esempio si vuole nei fatti impedire agli altri allevatori di adottare analoghe soluzioni proponendo vincoli arbitrari totalmente illegittimi, sapendo che non avrebbero alcuna concreta efficacia e che potrebbero esporre il Comune alla richiesta di risarcimento danni. Tali proposte palesano una contraddizione di fondo nelle posizioni del Movimento per la qualità della vita: da una parte si chiede che gli allevamenti con stalle più obsolete facciano impegnativi investimenti per ammodernare stalle e attrezzature mentre dall’altra parte si vorrebbero porre vincoli tali da negare a queste aziende la possibilità di risolvere il problema del corretto utilizzo del liquame, quando è di tutta evidenza che solo la soluzione di questo problema può dare prospettive temporali sufficienti a giustificare il rischio degli investimenti necessari.

Poiché nulla nasce a caso, viene da pensare che il voler perpetuare una situazione di stallo sottintenda la volontà di spingere gli allevamenti alla resa, ossia a cessare l’attività.

Al contrario l’Amministrazione conferma la sua volontà di consentire la continuità di tale tradizionale e importante settore produttivo, ferma restando la necessità di promuove l’innovazione e l’aggiornamento di tale comparto, anche al fine di mitigare sempre di più le fastidiose emissioni odorigene.

Perché il Movimento per la qualità della vita disconosce i rilevanti progressi determinati dalla chiusura del vecchio impianto e dalle regole imposte dall’Amministrazione agli allevamenti? Perché non si valorizzano le soluzioni virtuose messe in atto da alcune aziende zootecniche per una corretta gestione dei reflui?

Posto, infine, che è giusto e doveroso chiarire come stanno le cose a beneficio di tutti i cittadini, all’Amministrazione non interessa la polemica ma la possibilità di parlare con tutte le persone disponibili al dialogo, ben consapevole che la priorità che rimane in capo a tutte è quella di lavorare con impegno e continuità, partendo dai risultati conseguiti, per completare la rimozione del vecchio impianto e dare una sicura prospettiva alla nostra zootecnia in un contesto di sempre maggiore compatibilità ambientale e sociale”.

Lunedì la discussione in Consiglio Comunale sulle prospettive della zootecnia nel nostro territorio.