C’è un futuro per il centro di Marsciano?

C’è un futuro per il centro di Marsciano?

Buoni propositi per il 2018? Far rivivere il centro storico di Marsciano; non è una novità quella delle grandi difficoltà della parte più vecchia di Marsciano, pochi residenti e poche attività che fanno del capoluogo un vero e proprio deserto.

Si riesce a ridare vita a Marsciano solo quando si organizzano degli eventi, e non sempre fra l’altro; la scommessa ora è quella di far ripartire Marsciano 365 giorni all’anno, ridando vita a quello che pare un paese vuoto.

Per alcuni la ‘morte commerciale’ de L’Arco potrebbe essere, paradossalmente, uno dei presupposti per spostare di nuovo in via xx settembre, via Umberto I, via Fratelli Ceci e via Marconi, le quattro vie del ‘giro’ cittadino, l’anima commerciale di Marsciano. Ma quanto è fattibile tutto ciò?

La presenza, ormai consolidata, dei due grossi nuclei commerciali a ridosso di Ammeto sembrerebbe smentire tale ipotesi. Ma d’altro canto qualcosa si sta muovendo. Un nuovo ristorante ha aperto in via Umberto I, una pizzeria e hamburgheria in via xx settembre.

E poi c’è uno storico bar nella parte più vecchia del paese che riapre a breve con una nuova gestione. Sono questi i segnali che possono far sperare in qualcosa di diverso. Ma ovviamente non basta. Il futuro del centro di Marsciano passa anche per altro.

E proprio le prospettive di riconversione dell’ex centro commerciale L’Arco saranno fondamentali. L’unica certezza, in tal senso, è il riutilizzo di parte dell’edificio per la residenza protetta per anziani, ma è tutto l’indotto che eventualmente potrà essere creato, utilizzando le grandi aree rimaste vuote, che potrà definire complessivamente il progetto.

E proprio la rinascita di edifici oggi vuoti è una delle questioni cruciali. Solo nell’area più ristretta di Marsciano se ne contano almeno due non certo di secondo piano: la grande struttura della ex scuola D’Annunzio, in piazza Marx e quella della ex scuola dell’infanzia Satolli di piazza Mazzini. Spostandosi un po’ più lontano c’è anche l’ex tabacchificio Pietromarchi, in via Lenin. Tante strutture per le quali le idee e le proposte di recupero non sono in questi anni mancate, ma che continuano ed essere identificate ancora con la parola ‘ex’, in attesa di diventare qualcosa di nuovo.

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