Chiacchieroni: ok ricorso al TAR. Vincolo paesaggistico è dannoso e inutile

Chiacchieroni: ok ricorso al TAR. Vincolo paesaggistico è dannoso e inutile

L’opposizione al vincolo paesaggistico che andrebbe a “colpire” il nord del marscianese non accenna a placarsi e dopo che dagli scranni del Consiglio Comunale si sono levate parole di protesta, seppure non sempre nella stessa direzione, ora si comincia a muovere qualcosa di concreto anche da quelli del Consiglio Regionale. Di pochi giorni fa le esternazioni di Claudio Ricci che si augurava che il “Ministero per i beni le attività culturali e il turismo intervenisse su questa complessa situazione” ; ora è il consigliere di maggioranza Gianfranco Chiacchieroni a rimarcare l’importanza del ricorso in giudizio presso il Tar, promosso dalla Regione Umbria contro questo vincolo. L’ex sindaco di Marsciano, rieletto di recente a Palazzo Cesaroni, rimarca in un intervento tutte le criticità che la decisione della “Soprintendenza belle arti e paesaggio dell’Umbria” potrebbe creare in una zona già in difficoltà dopo il sisma del 2009. Quel vincolo “rallenta l’avvio definitivo della ricostruzione pesante a discapito di cittadini che si trovano ancora fuori dalle proprie abitazioni ormai da quasi sei anni” ha dichiarato il consigliere del PD sottolineando, quindi, la bontà e la legittimità del “ricorso in giudizio presso il Tar, promosso in piena autonomia dalla Giunta regionale dell’Umbria”. Chicchieroni poi rivolge un pensiero a tutte quelle attività economiche che alla vigilia dei bandi del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) si troverebbero, proprio a causa di questa decisione, a dover fronteggiare “una lunga serie di assurde limitazioni alle proprie possibilità di investimenti per crescita e riqualificazione”.

La decisione della soprintendenza è perciò dannosa per tutto il territorio, marscianese e perugino, che vedrebbe di fatto bloccata ogni forma di sviluppo: per di più la stessa risulterebbe completamente inutile. Infatti “le osservazioni della Sopraintendenza al Piano regolatore del Comune di Marsciano – ha dichiarato il consigliere – erano già tutte inserite ed accolte nello stesso strumento urbanistico comunale. Pertanto il vincolo ha assunto istanze neofeudali e spinte radicali contro le quali il Comune di Marsciano si è battuto in passato e continua a farlo anche oggi, ricorrendo al Tar con una sua autonoma iniziativa”. 

I singoli ricorsi, quello regionale e quello dei comuni, hanno un valore ben preciso secondo Chiacchieroni: opporsi “all’esproprio verso i poteri programmatori delle istituzioni elette democraticamente e alle quali la Costituzione affida la programmazione del territorio”. Affidare decisioni di tale spessore a organi che nulla sanno della situazione locale, che ignorano di fatto istanze, ragioni e problematiche particolari come questa della ricostruzione post-sisma, non è la giusta strada da intraprendere: per recuperare occorre perciò “un’iniziativa istituzionale dei parlamentari umbri” che si muova per il proseguimento dei lavori della ricostruzione, sia sotto il profilo procedurale che delle risorse.