Cinema. Ecco i film della settimana al Concordia

Cinema. Ecco i film della settimana al Concordia

Sono 4 i film presenti in sala fino a mercoledì 12 febbraio

Nella settimana che assegnerà gli attesissimi Oscar (ricordando ancora che fino domenica pomeriggio siete in tempo per presentare al Cinema Concordia il vostro “Indovina l’Oscar”), la sala marscianese fino a mercoledì 12 febbraio presenta una ricca scelta di film per tutti i gusti:

DOLITTLE di STEPHEN GHAGHAN
Da venerdì 7 sino a mercoledì 12 tutti i giorni alle ore 16:30

Vincitore del Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale nel 2002 (tanto per rimanere in tema Oscar) con il film “Traffic” di Steven Soderbergh, Ghaghan debutta nel mondo del cinema come sceneggiatore di alcune pellicole di successo per l’appunto.

Nel 2002 debutta come regista, servendosi spesso di attori di fama come Katie Holmes, George Clooney, Matthew McConaughey sino a Robert Downey Jr protagonista del suo ultimo film “Dolittle”.

Il film è basato su John Dolittle, protagonista della serie di romanzi dello scrittore britannico Hugh Lofting che cominciò a scrivere dei racconti destinati ai suoi figli durante la prima guerra mondiale mentre si trovava in trincea: da qui nacque il personaggio del Dottor Dolittle.

FIGLI di GIUSEPPE BONITO
Da venerdì 7 a domenica 9 tutti i giorni alle ore 18:30 e 21:30

“Figli” è l’ultimo film scritto dal compianto regista, sceneggiatore e commediografo italiano Mattia Torre (Boris, Piovono Mucche, Il Grande Salto), venuto a mancare il 19 luglio 2019 in seguito ad un male incurabile.

A causa della sua dipartita, l’onere per la realizzazione del film è stato affidato a Giuseppe Bonito, che era stato suo assistente alla regia di “Boris”.

“Figli” è un ritorno allo spirito della commedia italiana di una volta. Il film ci regala una splendida morale: essere sposati non vuol dire essere un’unica cosa, ma far parte di un percorso unilaterale. È una storia che parla un linguaggio universale e che accomuna tutti (senza dover essere necessariamente genitori o avere bambini.)

In un microcosmo di problemi esistenziali, la chiave per sopravvivere è restare insieme, in una società che spinge ad allontanarci, che offre spesso la possibilità di scegliere qualcosa e qualcuno di nuovo. Avere il coraggio di chiedere aiuto alla persona amata, perché nessuno si salva da solo. Restare insieme, ricomponendo i pezzi di una storia che sembra sgretolarsi davanti ai propri occhi, comunicare e capire che uniti siamo in piedi, divisi cadiamo.

SORRY WE MISSED YOU di KEN LOACH
Lunedì 10 e mercoledì 12 ore 18:30, martedì 11 ore 21:30

Di Ken Loach se ne sente ormai parlare da anni e i cinefili più critici non attendono altro che l’uscita del suo film per additarlo sulla sua “ripetitività” nei temi e in quello che dice.

Il fatto è che il regista inglese sta ed è sempre stato dalla parte degli ultimi, di chi non ce la farà mai ed è per questo che i suoi film risultano così “spietati” e se vogliamo in un certo senso, perché no, anche ripetitivi, visto che negli ultimi anni sfruttamento lavorativo, precarietà e difficoltà economiche familiari sono sempre all’ordine del giorno.

“Sorry we missed you”, traducibile con la frase del cartoncino lasciato dal corriere in assenza del cliente all’atto della consegna del pacco. Nel raccontare il nuovo “lavoro” di Ricky (Kris Hitchen) – corriere ipersfruttato 14 ore al giorno, sei giorni su sette, scanner a codificare pacchi, una bottiglietta per urinare dentro al camioncino visto che non si potrà fermare per andare in bagno – Loach ricorda che non è tanto un problema di incompatibilità con il capoufficio a rendere la vita di Ricky un inferno. È il sistema economico finanziario ad essersi mangiato quello politico da tempo (dagli anni della Thatcher, almeno per il Regno Unito) e a richiedere, sotto le mentite spoglie di una presunta autonomia lavorativa (“sarai padrone del tuo destino”, “lavori con noi non per noi”), uno sfruttamento che nemmeno nel medioevo.

Un gioco al massacro che Loach disegna senza concedersi estetismi troppo particolari. La sua regia è mai come oggi, ad 83 anni compiuti, lucida, precisa, rarefatta. In scena scorgiamo solo l’essenzialità di ciò che serve per farci capire che per i protagonisti non ci sono appigli di speranza.

IMPRESSIONISTI SEGRETI
Martedì 11 ore 18:30 e mercoledì 12 ore 21:30

Torna “La grande arte al cinema” e più precisamente con “Impressionisti segreti”, prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital e diretto da Daniele Pini.

Verrà raccontata la rivoluzione artistica del movimento impressionista attraverso cinquanta tesori nascosti, fino ad oggi non visibili al pubblico, esposti a Palazzo Bonaparte di Roma in occasione della mostra omonima.

Come guardavano il mondo gli impressionisti? Come furono accolte le loro opere? Come sono passate dall’essere rifiutate da critica e pubblico a diventare in pochi anni tra le più amate nel mondo? Le due curatrici della mostra, Claire Durand-Ruel e Marianne Mathieu, accompagneranno il pubblico in un percorso articolato, dove immagini di ampio respiro troveranno il loro contrappunto ideale nelle analisi compiute da esperti, storici, artisti e altre figure legate al mondo della pittura moderna e della cultura visuale. I quadri della mostra, opere di Manet, Caillebotte, Renoir, Monet, Berthe Morisot, Cézanne, Signac, Sisley, saranno così sia il punto di partenza che quello di arrivo nell’approfondimento dei percorsi dei singoli autori e delle peculiarità del movimento impressionista.