Concordia e Nido dell’Aquila aperti: ecco come e perché

Concordia e Nido dell’Aquila aperti: ecco come e perché

Le due sale di Marsciano e Todi resteranno aperte in questi giorni, così come molte altre della regione, con modalità ben definite. Ecco quali sono

Il Cinema Concordia e Il Nido dell’Aquila, le due sale cinematografiche della Media Valle del Tevere , continueranno la loro attività. E’ quanto emerge in queste ultime ore dopo che Anec Umbria (l’associazione regionale degli esercenti del cinema) ha considerato il da farsi in relazione al DPCM del 4 marzo 2020. “Saremo aperti sempre e comunque in ottemperanza del decreto del 4 marzo 2020, che prevede la chiusura delle attività e delle manifestazioni che non riescano a garantire una distanza di sicurezza per i clienti: per questo è prevista una capienza ridotta delle due sale e comunicazioni puntuali a tutti coloro che vorranno nutrire la voglia di cinema e cultura”. E’ questo ciò che si legge in una nota diffusa in questi minuti.
“Anche questo serve a dare la percezione di normalità in un momento tanto particolare: noi faremo la nostra parte, garantendo un servizio che riteniamo importante , con informazioni dettagliate sui comportamenti da tenere, e speriamo che anche i nostri clienti vorranno fare la loro. Serve solo intelligenza e senso di responsabilità: per questo chiediamo di seguire le indicazioni che troverete all’ingresso delle sale cinematografiche e tutte le procedure suggerite in questi giorni dall’Istituto Superiore di Sanità (lavarsi spesso le mani; starnutire o tossire usando l’incavo del gomito o un fazzoletto di carta; evitare di toccarsi con le mani occhi, naso o bocca; evitare baci abbracci e strette di mano).”

La decisione, come detto, è stata presa in accordo con Anec Umbria, che pur conscia di muoversi “in un terreno minato” ha ritenuto importante “dare un servizio pubblico e anche sociale in un momento difficile, come segnale che non tutto è fermo per il mondo culturale, pur con numeri di ingressi ridotti”. Riccardo Bizzarri, in qualità di presidente dell’Anec Umbria, ha dichiarato che le “sale cinematografiche della regione provano ad andare avanti e a ‘sfidare’ l’emergenza coronavirus”. Dopo una settimana di sperimentazione , anche “per valutare la risposta del pubblico”, saranno i singoli cinema a valutare il da farsi.

“Anche se in Umbria la situazione non è grave, faremo quanto ci dice di fare il DPCM del 4 marzo” commenta ancora Bizzarri. Decreto che, sottolinea il presidente Anec regionale, “dà indicazioni di sospensione di iniziative pubbliche solo se non si rispetta la distanza di un metro e che non può essere modificato a livello locale nemmeno con una ordinanza dei sindaci”.

“In Umbria i casi di contagio del virus sono ancora bassi rispetto ad altre realtà – dichiara Bizzarri – e quindi, anche se la psicosi da evento pubblico ormai è avviata, le sale cinematografiche della regione provano a fare questo tentativo sperando che il pubblico apprezzi e che venga comunque a vedere i film”, anche per combattere quell’immagine da stato di guerra che potrebbero dare tutti i locali chiusi.

Per ottemperare alle disposizioni del decreto “avremo spazi utilizzati per un terzo della capienza, ma chiaramente se uno andrà al cinema con persone con le quali vive abitualmente l’indicazione è quella di farli stare comunque vicini come posti”.