Coop ad Ammeto, il centrodestra non ci sta.

Coop ad Ammeto, il centrodestra non ci sta.

Dopo la presa di posizione favorevole al progetto della Coop all’Ammeto presa dal Partito Democratico negli scorsi giorni  arriva a stretto giro un comunicato stampa del Centrodestra marscianese e dei consiglieri comunali che vi aderiscono (Liotti, Mele e Consalvi) fortemente contrario a questa ipotesi.

“Dalla costruzione del centro commerciale “Arco” in avanti le posizioni espresse nelle aule istituzionali e non solo sono state sempre di profonda critica delle scelte dei governi comunali di centrosinistra – si legge nella nota del centrodestra – critica non agli investimenti ed allo sviluppo ma all’idea di concedere tutto a tutti in materia residenziale, commerciale e industriale. Scelte che hanno portato notevole consenso elettorale nell’immediato a chi ha amministrato ma che ci consegna oggi situazioni difficilmente recuperabili, anche se in politica “volere è potere”, come l’operazione di trasferimento della struttura commerciale a marchio COOP dal centro Arco ad un nuovo insediamento di circa 3.500 mq all’Ammeto”.

L’incoerenza del PD non si manifesta oggi ma si manifestò un anno fa quando due autorevoli esponenti espressero timide perplessità a quanto dal loro partito previsto nella programmazione urbanistica – prosegue il comunicato stampa – la nostra contrarietà è invece coerente, nel caso specifico perché si prevede di appesantire il carico di traffico in una zona già notevolmente congestionata, di concentrare quasi esclusivamente in una sola parte del territorio l’offerta di commercio alimentare e di svuotare definitivamente il centro cittadino di attività che giustifichino la sua frequentazione e i milioni di euro pubblici che si stanno spendendo per la sua riqualificazione”.

Il centrodestra marscianese non si fida neanche delle promesse legate al riutilizzo del Centro Commerciale ARCO: “Il progetto di costruzione di una piscina coperta nell’attuale struttura COOP presso l’Arco scommettiamo poi si andrà ad aggiungere al lungo elenco, questo sì elettorale, che va dalla residenza protetta all’ex clinica Bocchini, all’Auditorium al posto dell’ex tabacchificio, alla nuova strada di collegamento all’ospedale di Pantalla, al nuovo plesso scolastico superiore rimasto scheletro da anni, all’ormai mitica ristrutturazione della piscina di Spina”.

Quello che chiede il centrodestra marscianese è un modello di sviluppo che la smetta di “consumare il territorio, soprattutto in una fase di profonda crisi economica; la via necessaria per gli amministratori è quella della riqualificazione, ristrutturazione e riconversione, anche sulla base di ciò che è già edificato e non utilizzato”.

“Operazioni difficili e coraggiose – conclude la nota – che non portano facili consensi ed immediate entrate di tasse da poter spendere, che presuppongono un approccio totalmente diverso alla gestione del territorio il quale, ricordiamo a noi stessi ed alla Giunta Todini, una volta “utilizzato” non sarà possibile mai più e da nessuno ripristinare al suo stato originale”.