FBM: 25 licenziamenti e 75 in contratto di solidarietà

FBM: 25 licenziamenti e 75 in contratto di solidarietà

“Se pensiamo che all’inizio i licenziati dovevano essere 63, possiamo dire che è un buon accordo. Ma anche un solo licenziamento è una cattiva notizia”. 

E’ un po’ questo l’amaro commento di Massimo Vingaretti, uno dei sei Rsu della Fbm, all’indomani dell’accordo sottoscritto che si è chiuso con 25 licenziamenti (sostanzialmente 18 operai e 7 impiegati) e con l’applicazione del contratto di solidarietà per altri 76 dipendenti, di cui 4 impiegati.
I 76 nell’arco di ogni due mesi lavoreranno il 50 per cento delle ore mentre l’altra metà la passeranno a casa percependo, in totale, tra il 15 e il 20 per cento in meno della paga mensile. 

Licenziamenti e contratto di solidarietà sono partiti lo scorso 6 ottobre. Durante le ultime settimane sono serpeggiati diversi commenti, perlopiù non certo benevoli nei confronti dell’azienda e anche dei dipendenti che hanno accettato l’accordo. 

Vingaretti prova a mettere in fila le cose accadute a partire dallo scorso anno. Il sindacalista mette subito in evidenza che la crisi dell’edilizia ha fatto perdere alla Fbm circa la metà del fatturato. La vicenda prende le mosse un anno fa quando l’azienda annunciò la necessità di licenziare 40 dipendenti poi saliti a 63. Dopo giorni di trattative i licenziamenti furono sospesi e si concordò su un anno di cassa integrazione. 

Visto il perdurare della crisi a metà 2014 è tornata fuori la decisione dei 63 licenziamenti. Dopo incontri, discussioni e assemblee, visto che l’azienda non recedeva, i membri della Rsu si dimisero “per evitare tensioni”. Ancora assemblee e incontri e alla fine l’accordo firmato davanti all’assessore regionale Riommi con la Rsu che nel frattempo aveva ritirato le dimissioni.

Rispetto ai 63 licenziamenti iniziali l’accordo ne prevedeva 35 con 56 contratti di solidarietà poi, in fase di applicazione, scesi a 25 i licenziamenti e aumentati a 76 i contratti di solidarietà. Questo, in sintesi, il racconto di Vingaretti. Mercoledì, sala Capitini ore 17.30, saranno i sindacati a spiegare come si è arrivati alla soluzione descritta.