Furti di nafta dai mezzi agricoli: il grido di allarme

Furti di nafta dai mezzi agricoli: il grido di allarme

“Sono mesi che non possiamo lasciare il carburante nei serbatoi dei mezzi agricoli altrimenti la mattina quando iniziamo a lavorare abbiamo la certezza di trovarli svuotati” è questo il grido di allarma che lancia Gianni, trattorista di San Valentino e che da mesi è costretto a convivere con questi furti di carburante insieme ai suoi colleghi della zona.

Ad essere presi di mira sono i mezzi agricoli lasciati nei campi, dai trattori alle mietitrebbie dagli scavatori alle ruspe; mezzi che arrivano a contenere anche 600 litri di carburante.

Il tutto avviene da almeno 3 anni, i furti si sono intensificati negli ultimi 3 mesi nella zona da Sant’Elena a Sant’Enea; “Non hanno mai tentato di rubare i mezzi agricoli” ci dice Gianni “ al limite hanno portato via qualche accessorio come dei lampeggianti, batterie o altre piccole cose; lunedì mattina ho scoperto l’ultimo furto di carburante: sabato ero stato costretto a lasciare il trattore con quasi 100 litri perchè la pioggia ha interrotto il mio lavoro, quando sono andato ad accendere il trattore e non c’era neanche una goccia di nafta”.

Dei furti che proseguono nel tempo e che creano un danno alle aziende interessate non indifferente, oltre ai disagi per chi lavora nei campi; una situazione non più tollerabile ma che mette anche in evidenza come questi professionisti non hanno timore di essere sorpresi nel tentativo di rubare qualche decina di litri di carburante.

Non è facile portare via 100 litri o più di carburante, bisogna essere organizzati e bisogna anche sapere dove trovare i mezzi; per quanto grande un trattore non è facile da ritrovare in mezzo a decine e decine di ettari di terreno.

“Abbiamo provato anche con dei lucchetti o altri attrezzi” prosegue Gianni “ma non servono a niente; questi ladri quando arrivano fanno quello che vogliono ma comunque ci stiamo abituando: lasciamo solo pochi litri di nafta nei trattori e la mattina come prima cosa facciamo il pieno; siamo costretti a fare così’…non è il massimo della comodità ma almeno non ci rubano il carburante”.