Granocchia: “dati drammatici per il commercio umbro”

Granocchia: “dati drammatici per il commercio umbro”

Chiusura delle attività commerciali: interviene il Presidente regionale di Confesercenti, Giuliano Granocchia

Il presidente di Confesercenti Umbria, il marscianese Giuliano Granocchia, getta luce sulla drammatica situazione delle attività commerciali umbre che in tutte le città hanno visto una notevole contrazione del volume di affari e un drastico rialzo delle chiusure: basti pensare che nelle due città capoluogo la crisi del 2008 ancora si fa sentire, con numeri che non accennano ad invertire la rotta negativa.

Occorre, dichiara Granocchia, “una piena presa di coscienze della drammaticità della situazione e va denunciato il fatto che questa non può essere imputata solo alla crisi”. Tra le principali imputate figurano invece le molte amministrazione locali, con le loro scelte profondamente sbagliate in tema di urbanistica commerciale. “Il decreto Bersani – spiega in un comunicato – dopo decenni di ingessamento del settore aveva portato una dinamica virtuosa, ma oggi ha aperto le porte alle medie e grandi superfici di vendita, cosicché le amministrazioni comunali, da una parte senza reali strumenti legislativi e dall’altra alla ricerca di risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione, non hanno saputo resistere alle richieste della grande distribuzione”.

Le piccole e medie realtà urbane umbre ormai “sono circondate da centri commerciali che riproducono format più o meno uguali, con gli stessi grandi marchi che rendono quasi insostenibile la possibilità di esistenza di piccoli negozi”. Un orizzonte cupo al quale si aggiunge il commercio on-line, dando il via ad un circolo vizioso paradossale: i centro commerciali stritolano le piccole attività, mentre l’e-commerce produce i fallimenti dei grandi mall. Il tutto si traduce in migliaia di posti di lavoro persi.

“Non basta denunciare che una vetrina chiusa è una strada meno sicura. Non bastano limitati interventi di settore. Ci auguriamo, invece, interventi settoriali la cui applicabilità sia rispondente, in termini di tempistica e burocratizzazione, ai bisogni dei commercianti” dichiara Granocchia, sperando altresì che non si ripeta quanto avvenuto in passato “con strumenti così complessi e burocratizzati che alla fine non hanno permesso, in alcuni casi, l’utilizzo delle risorse”.

“Per il commercio di prossimità è giunto il momento di una riflessione – continua il presidente di Confesercenti – sulle politiche capaci di bloccare il declino ed invertire la rotta”. I primi interventi devo essere fatti dalle Amministrazioni in accordo con la Regione, “con strumenti urbanistici che decretino uno stop a nuove aperture di medie e grandi superfici”. E poi si pensi a “politiche di reinsediamento di servizi e famiglie nei centri storici”; ed ancora “una nuova politica per la mobilità alternativa, che rivitalizzi vie e piazze prendendo esempio da quanto fatto in molte realtà europee”.

A nome di Confesercenti Umbria Giuliano Granocchia si dice disponibile a “dare un contributo di riflessione a tutte le azioni ed i soggetti che con le loro scelte possono invertire la drammatica direzione delle chiusure”.