Hotel Arco. Altra Marsciano: palliativo a problematiche create in passato

Hotel Arco. Altra Marsciano: palliativo a problematiche create in passato

Sulla vicenda dell’ex Hotel Arco, da poco riacquistato e all’interno del quale verranno attivati i servizi di Residenza Protetta, di residenza servita e casa di quartiere, sono intervenuti in molti in questi giorni e tuttora va avanti la discussione tra chi, in questa operazione, vede un buon affare e chi l’ennesimo investimento sbagliato. Sono altrettanti, però, quelli che sollevano dubbi e perplessità oggi, soprattutto ripensando al passato, quando cioè venne sbandierato sempre come un successo l’acquisto dell’area della ex Clinica Bocchini. Tra chi usa questa ottica nel valutare la situazione c’è Altra Marsciano e in particolare il consigliere Yuri Capoccia, che in un breve comunicato stampa tira le somme di questa operazione, che se anche non viene bocciata in toto, può considerarsi quantomeno rimandata.

“Tutto il dibattito sulla riqualificazione dell’Hotel Arco è molto interessante, ma presenta elementi veramente surreali. Il Centro Commerciale L’Arco è stato il primo colpo alla vitalità del centro storico di Marsciano. Coloro che lo hanno pensato e realizzato sono stati i primi ad inaugurare la desertificazione del cuore del capoluogo di cui tutti oggi, compresi gli stessi artefici, si lamentano.

Per non parlare del ‘lungimirante’ acquisto dell’area Clinica Bocchini, avvenuto nel 2006 per circa 800.000 euro. L’evoluzione di quella vicenda si commenta da sola. Un investimento pubblico importante nato per la costruzione di una struttura di 3500 mq, di cui era anche stata posata simbolicamente la prima pietra, verrà destinato alla realizzazione di un parco verde e di strutture di ausilio alla residenza dell’Arco. Una somma fuori mercato, accordata al proprietario sulla base di stime difficilmente giustificabili, considerando che il Comune di Marsciano – come è emerso dall’incontro del 20 febbraio – concederà gratuitamente alla Fondazione Comunità Marscianese il diritto di superficie dell’area allo scopo di realizzare i sopracitati lavori.

Detto questo, l’acquisto dell’Hotel Arco da parte della Fondazione, successivamente rilevato da Cooperative sociali di comprovato valore, presenti da decenni nel nostro territorio, rappresenta un’operazione funzionale alla riqualificazione dell’area commerciale L’Arco, svilita dalla proliferazione di centri commerciali sul territorio del capoluogo e messa a rischio dalla contestatissima costruzione della nuova Coop ad Ammeto. L’operazione, nel complesso, ha degli elementi positivi oggettivi: l’attivazione dei servizi di Residenza Protetta, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, la totale assenza di costi aggiuntivi per la collettività e, soprattutto, la possibilità di rivitalizzare tutto il Centro, andando a ripopolare sacche di desertificazione commerciale.

Tuttavia ci sono alcuni elementi da verificare, come la compatibilità di un luogo così pesantemente cementificato con le finalità di recupero e assistenza che queste strutture dovrebbero avere, nonché la legittimità della Fondazione in questa vicenda. Se il primo aspetto riguarda gli addetti ai lavori, il secondo concerne tutta la collettività in quanto la Fondazione stessa risulta sempre più sovrapponibile ad una nota lista civica locale. Dovrebbe invece esserci una maggiore trasparenza nella sua gestione ed una minore riconducibilità ad interessi specifici, poiché patrimonio comune. A tal fine, come L’Altra Marsciano, stimoleremo l’azione della Fondazione affinché possa ridurre gli ostacoli di natura economica all’accesso ai servizi del centro per anziani, perseguendo così la sua funzione pubblica.

Insomma, come spesso avviene, quello che oggi viene dichiarato come un successo, in termini economici e sociali, a nostro avviso, rappresenta un palliativo a serie problematiche che sono state create da amministrazioni precedenti in piena continuità politica con quella attuale.”