Il centrodestra spiega le ragioni del proprio No al Referendum

Il centrodestra spiega le ragioni del proprio No al Referendum

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato a firma dei comitati del no che hanno organizzato un incontro nella serata di giovedì 3 novembre. Il Comitato per il NO “Marsciano Tricolore”, il Comitato per il NO “Giovani Marscianesi”, Basta Renzi e San Venanzo per il NO si sono incontrati alla sala Capitini del Comune di Marsciano ed hanno spiegato, a tutti i cittadini intervenuti al dibattito, le ragioni della loro posizione nettamente contraria alla riforma costituzionale, che il 4 dicembre sarà sottoposta al voto popolare. Di seguito il testo completo del comunicato.

E’ con grande soddisfazione che i Comitati per il NO “Marsciano Tricolore” (presieduto da Davide de Matteis), “Giovani Marscianesi” (Laura Spaccino), Basta Renzi e San Venanzo per il NO (il cui sostegno era stato garantito dal Consigliere comunale di San Venanzo, Riccardo Nucci) hanno visto la sala Capitini gremita in occasione dell’incontro tenutosi la scorsa settimana.

L’incontro si apre con i saluti del Consigliere Comunale Andrea Pilati e subito con l’intervento dell’Avv. Francesca Mele – moderatrice dell’incontro – che ha sottolineato la posizione di Centro Destra Marsciano (Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre formazioni politiche e civiche) e Lega Nord, forze schierate con decisione per il NO al referendum.

“Si tratta del tentativo di far passare con il sistema del referendum confermativo (per il quale, come NON tutti sanno, non vi è necessità di un quorum partecipativo minimo per la sua validità ) una riforma che stravolge la nostra Costituzione introducendo dei principi e meccanismi che, nello spostare il baricentro della nostra Carta fondamentale nettamente a favore dell’Esecutivo, ed escludendo meccanismi partecipativi e quindi democratici , si pone come una pericolosa deriva verso un sistema pseudo presidenziale-autoritario. Inoltre un altro aspetto, che è emerso anche dagli interventi in sala , ritenuto inquietante e motivo di riflessione, è che il premier Renzi abbia prospettato – laddove vincesse il NO – una caduta del Governo come “catastrofe” da scongiurare a tutti i costi, anche votando una riforma che è stata definita da insigni costituzionalisti di diversi schieramenti, una sorta di mostruosità.”

“Ebbene – continua la coordinatrice di Centrodestra Marsciano, che si fa portavoce di quanto emerso nel corso dell’incontro – se dobbiamo votare una riforma costituzionale per cedere a questa specie di ricatto, oppure perché, come dicono alcuni, compresi la Ministro per le Riforme Boschi, è meglio votare questa riforma che nessuna riforma, allora è assolutamente netto e consapevole il NO ad un diktat così irresponsabile : teniamoci ancora per un po’ questa Costituzione, frutto del lavoro e della preparazione di giuristi di grande levatura e che ci ha guidato sinora”.

Un NO deciso viene pertanto da tutti i relatori intervenuti il 3 novembre: il dr. Petruccioli (Lega Nord) puntualizza come “questa riforma costituzionale manterrà il regionalismo differenziato, ridimensionerà il ruolo legislativo delle regioni a statuto ordinario, ma farà restare immutati i costi delle Regioni. Per questo è per molte altri motivi, il 4 dicembre vi invito a votare NO”. L’Avv. Modena (Forza Italia) afferma che “la riforma di Renzi non ha nulla a che vedere con la progettualità del centrodestra che nel 2005 immaginò uno premier forte, con poteri definiti nel quadro del federalismo. Questa riforma non va votata tanto per cambiare. Rappresenta un compromesso al ribasso delle posizioni che da 15 anni si discutono nel Pd. Non guarda avanti, non istituisce le macro regioni, non definisce i nostri rapporti con l’Europa”.

L’Avv. Domenico Benedetti Valentini, costituzionalista, esponente della Destra culturale e politica italiana, facendo riferimento alla sua esperienza di deputato e di senatore insiste: “Francamente il problema prioritario non è che cada Renzi, che non è nessuno e ne ha cento pronti a sostituirlo, ma piuttosto salvare quel che resta della democrazia, per poi fare subito un’Assemblea Costituente che riscriva regole moderne per favorire il pluralismo, la libertà, il senso dello Stato e la partecipazione secondo competenze e interessi legittimi. La riforma Renzi sfascia il bicameralismo senza renderlo efficiente, inventa un Senato ridicolo che su molte materie non conta nulla e su altre paradossalmente ha poteri eccessivi”.

Poi è stata la volta dei Presidenti dei Comitati, De Matteis e Spaccino, che con forza hanno sostenuto le ragioni del NO, confermando l’impegno in una campagna elettorale ancora lunga e ricca di iniziative.