Il Natale “sotto rete” del CSI è un tripudio di bambini

Il Natale “sotto rete” del CSI è un tripudio di bambini

Al “Pala Pippi e Tiberi” il colpo d’occhio era imponente: più di 200 bambini sul parquet e altrettanti genitori sulle gradinate. Riuscitissima anche la seconda festa di Natale per il Minivolley targato CSI che si è svolta domenica presso l’impianto marscianese.

Un fine settimana tutto dedicato alla pallavolo per il Comitato perugino: sabato l’evento a Monteluce dove la giornata dedicata agli auguri è iniziata con tante luci di natale. A Marsciano, sette i campi allestiti per ospitare delle mini sfide 3 contro 3.Le squadre si sono alternate nelle due ali del palazzetto dove oltre alle partite era prevista la “palla rilanciata”.

Non è mancata la merenda nemmeno in questa occasione. Finale tutto dedicato agli scambi di auguri per le feste imminenti con i bambini che hanno formato, guidati in un lungo serpentone, un enorme albero di natale al centro del parquet, con in mano tanti cartoncini che sventolavano a simboleggiare gli addobbi. Musica natalizia in sottofondo e gran finale con i bambini che augurano a tutti un “Buon Natale” collettivo.

Le tappe del Mini Volley del CSI iniziate lo scorso novembre a Deruta, finiranno al Pala Barton il prossimo Maggio. Il torneo è pensato per i bambini dai 6 ai 12 anni che verranno indistintamente premiati nella finale di Perugia.  Tutte le tappe di questo circuito vedranno i ragazzi impegnati in gare effettive, con vittorie e sconfitte, ma senza produrre una classifica. Tutto ciò per abituare i bambini sì al gioco, ma senza la pressione della competizione.

Non solo volley però in queste manifestazioni che vedranno dalla primavera affiancarsi anche attività all’aperto in cui i bambini potranno avvicinarsi allo sport in maniera giocosa. Il gioco al centro, una modalità di fare sport che del Csi è il Dna. Un lavoro capillare quello del Csi con gli sport giovanili che vede un 40% di iscritti sotto i 20 anni. Obiettivo: occuparsi di tutti. Ovvero riuscire a coinvolgere anche coloro che non sono visti per forza come campioni, ma che considerano lo sport come partecipazione.