Il trasporto disabili sia un servizio sanitario

Il trasporto disabili sia un servizio sanitario

“Abbiamo partecipato convintamente alla manifestazione delle famiglie che usufruiscono del servizio del Centro Speranza contro la compartecipazione alle spese relative al trasporto dei propri cari presso il Centro stesso” ha dichiarato in una nota la coalizione Sergio Pezzanera Sindaco. Oltre a schierarsi con chi deve sostenere una situazione resa ancor più dura dai recenti sviluppi, le tre liste hanno voluto unitamente dire la loro sull’evoluzione della traversia, non volendo accollare tutte le responsabilità dell’accaduto all’Amministrazione Comunale.

“La riabilitazione dei ragazzi all’interno del Centro è definito come servizio sanitario e per questo completamente gratuito, mentre il trasporto è considerato servizio sociale, dunque da non far ricadere tra le spese della sanità nazionale. Lo ‘scontro’ nasce tutto da qui” dicono. Aggiungono poi che pur ritenendo “la compartecipazione tramite lo strumento dell’ISEE nettamente preferibile alla divisione in parti uguali della spesa”, credono al tempo stesso “assolutamente inadeguata e non corrispondente alla realtà dei fatti la definizione di prestazione sociale per il servizio di trasporto”.

Il primo e più immediato passo da fare affermano essere quello di “equiparare la soglia di esenzione minima a realtà come quella di Perugia, visto che attualmente per i comuni della Media Valle del Tevere è di 6000€, mentre per altri la cifra è ben più alta”.

“L’obiettivo nell’immediato futuro deve essere quello di rendere di nuovo gratuito il trasporto”. “La quasi totalità degli utenti dei servizi riabilitativi del Centro Speranza – spiegano – è soggetta a frequenti crisi di diversa natura, tra le quali quelle epilettiche, che possono indurre problemi respiratori e complicanze imprevedibili; la loro esistenza è costantemente soggetta ad una condizione che chiama in causa, con ogni evidenza, la sfera sanitaria”. Ad aggravare la situazione c’è anche la riduzione dei giorni di frequenza – passati da 5 a 3 – per alcuni utenti del Centro: il timore dei genitori è che ulteriori tagli possano portare la struttura verso la privatizzazione e quindi alla chiusura in un futuro non troppo lontano.

“L’attuale Amministrazione e quella successiva – faremo di tutto per esserlo Noi in prima persona, dichiarano – dovranno supportare in ogni modo la battaglia di queste famiglie per il riconoscimento di un legittimo diritto”.

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