Inchiesta antimafia per la Gesenu: effetti anche a Marsciano?

Inchiesta antimafia per la Gesenu: effetti anche a Marsciano?

In molti se lo chiedono e con il passare del tempo potrebbe arrivare la risposta; l’Umbria in queste settimane è stata toccata nel cuore dallo scandalo Gesenu e dal presunto rapporto fra l’azienda che si occupa di raccolta dei rifiuti e mafia.

La società ha ricevuto un’interdittiva antimafia dal prefetto Antonella De Miro, ieri si è dimesso l’amministratore delegato Silvio Gentile, che ricopre lo stesso ruolo anche in GEST.

Tutto è partito da una inchiesta legata ad assunzioni in odore di mafia avvenute in Sicilia, dove Gesenu gestisce la raccolta di rifiuti ed a finire sotto la lente degli inquirenti sono i rapporti fra Gesenu e le aziende SIMCO di Catania e TirrenoAmbiente di Messina; tra gli assunti in Sicilia da Gesenu ci sarebbero almeno una trentina di pregiudicati, anche con precedenti mafiosi e vicini al clan criminale di Santapaola.

E’ la prima volta a Perugia che un’azienda partecipata pubblica (il Comune di Perugia detiene il 45% delle azioni) venga interdetta; l’effetto è immediato, con questo atto Gesenu non può partecipare ad appalti pubblici.

Anche l’azienda Ecoimpianti è stata raggiunta poco dopo dall’interdittiva antimafia, essendo controllata al 100% da Gesenu; 5 giorni fa stesso destino anche per GEST.

Gest è la società che ha vinto la gara d’appalto per la gestione integrata dei rifiuti nell’ATI 2 dell’Umbria ed è nata dall’unione di quattro società: Gesenu SpA, Ecocave Srl,Sia Spa e Tsa SpA; l’azienda marscianese ne detiene il 6% della proprietà.

Da capire ora se gli effetti ci saranno anche nel marscianese e quali potrebbero essere visto che la Sia da un lato ha come socio al 33% la Gesenu Spa e dell’altro, come detto sopra, è socia con il 6% di GEST.