Inquinamento Genna. Arpa prevede altre due stazioni di monitoraggio

Inquinamento Genna. Arpa prevede altre due stazioni di monitoraggio

La relazione pubblicata da Arpa qualche giorno fa ha fatto sorridere molti, con la classica frase “hanno scoperto l’acqua calda” che è stata senz’altro tra le più gettonate sulla bocca e sulle tastiere dei più. Con i sorrisi però la situazione non si migliora. Le soluzioni proposte sono state diverse, ma nell’attesa che qualcosa si muova per davvero, intanto, l’Agenzia regionale di protezione ambientale sta preparando un nuovo sistema di controllo che andrà a completare quello, vecchio e non più sufficiente, che prevedeva una sola stazione di monitoraggio realizzata non lontano dalla confluenza col Nestore e, dunque, a chiusura del bacino idrografico.

Come si legge nella stessa relazione, infatti, ARPA Umbria, in accordo con le amministrazioni comunali di Perugia e Marsciano, ha avviato le procedure per realizzare due nuove stazioni di monitoraggio lungo l’asta principale del Genna, una in territorio perugino e la seconda, appunto, nel marscianese. Quella che interessa il nostro comune – la prima sarà posta all’altezza di Boneggio – è quella prevista in località Badiola, posizionata in modo tale da dividere il corso del Genna in tre segmenti.

In questo modo, spiega l’Arpa, sarà possibile ricondurre ad un tratto specifico, e quindi al tratto di bacino idrografico corrispondente, ogni anomalia che dovesse essere registrata dalle centraline. La prima stazione rileverà gli eventi riconducibili agli scolmatori di piena della rete fognaria perugina, al depuratore di pian della Genna e a tutta l’area urbana di Perugia. La seconda stazione consentirà di distinguere gli eventi anomali riconducibili al territorio del Comune di Perugia, da Boneggio a Badiola. La terza stazione, quella già esistente a chiusura di bacino, rileverà gli eventi anomali riconducibili al territorio del Comune di Marsciano, da Badiola alla confluenza con il Nestore.