La guerra dei ricchi: Francesco Piobbichi da Lampedusa a Marsciano

La guerra dei ricchi: Francesco Piobbichi da Lampedusa a Marsciano

Ancora un evento organizzato dai ragazzi del Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio di Marsciano; giovedì sera ospite dei marscianesi sarà Francesco Piobbichi che affronterà il tema dell’immigrazione attraverso le sue emozioni ed i suoi dipinti, per riportare un po’ di umanità nel dibattito dietro a questa tematica.

Francesco Piobbichi, operatore sociale tifernate classe 1972, racconterà con i suoi “disegni dalla frontiera” quella che è la sua esperienza in prima linea a Lampedusa, come collaboratore del progetto “Mediterranean Hope – Osservatorio sulle Migrazioni di Lampedusa” “affinchè l’immigrazione non resti una questione dove dividersi tra italiani e stranieri o, tra sedicenti razzisti e sedicenti antirazzisti, è necessario chiarirsi le idee sulla tematica e sul gioco delle parti dalle quali decidere di stare o non stare”.

“Abbiamo deciso di dare un contributo a questa discussione cercando di fornire elementi oggettivi – si legge in una nota stampa del CAET – partendo proprio da chi quell’esperienza dell’ “Arrivo dell’Altro alla Frontiera”, la vive tutti i giorni e con essa è costretto a fare i conti: in questa serata, in programma il 9 luglio dalle ore 21 presso la neonata Piazza Della Vittoria di Marsciano, ospiteremo il tifernate Francesco Piobbichi, che da più di un anno lavora a Lampedusa. Francesco ci racconterà, attraverso dei disegni, le storie che si vivono nella frontiera, ma cercherà anche di capire cosa avviene prima e dopo di essa, cercherà di raccontare con le sue matite cosa spinge oggi così tante persone a prendere la via del mare. I flussi migratori sono un fenomeno che è comparso sulla Terra con la comparsa dell’Uomo, ma gli uomini oggi non migrano come gli uccelli o le balene, c’è una guerra in corso da più di un secolo, una guerra che cambia forma: la guerra dei ricchi contro i poveri . Questioni come il debito, il ruolo del Fmi ed i ricatti con il quale si è devastata l’Africa e le guerre permanenti, non possono essere dimenticate quando si affronta il tema delle migrazioni. A pensarci bene gli stessi istituti hanno fatto in Africa quello che oggi stanno facendo con la Grecia”.