La nuova amministrazione gioca subito la carta sicurezza

La nuova amministrazione gioca subito la carta sicurezza

Francesca Mele, neo sindaco di Marsciano, è intervenuta sul tema della sicurezza a ridosso degli episodi criminosi che in questi giorni hanno colpito il territorio di Marsciano con furti in abitazione, danneggiamenti di auto in sosta e, da ultimo, il tentativo di furto presso un bancomat messo in atto con una tecnica che ha causato una forte esplosione.

“Si tratta di episodi – afferma il sindaco Mele – che rilanciano in modo forte il tema della sicurezza dei cittadini ai quali va la piena vicinanza e attenzione dell’Amministrazione. Intendiamo ascoltare tutte le istanze senza sottovalutare alcun episodio. È prioritario arrivare a dare delle risposte concrete su un bisogno di maggiore sicurezza avvertito in modo diffuso presso tutta la comunità e ribadiamo, quindi, come prima cosa la necessità di aumentare il numero di carabinieri presenti sul territorio comunale, a partire dal potenziamento di organico della stazione di Marsciano. Richieste che gli ultimi fatti confermano essere non solo legittime ma quanto mai opportune e che rivolgiamo, innanzitutto, agli enti preposti ai quali il Comune è pronto a dare la massima collaborazione per arrivare presto ad una soluzione nella direzione auspicata di una maggiore tutela della nostra comunità”.

D’altronde questo è stato e sembra ancora essere il tema cardine della nuova Amministrazione, almeno in questa sua prima fase in insediamento. Tema che è stato ribadito – secondo alcuni in modo del tutto fuori luogo – durante la commemorazione del carabiniere Giuseppe Briganti , torturato e ucciso il 17 marzo 1944 dai tedeschi, alleati di un regime fascista ormai allo sbando. Il neo sindaco è passato in poche parole – anche nel comunicato diramato dall’Amministrazione – da un accenno alla  “violenza della dittatura”, all’odierna “ferma volontà a lavorare per garantire una maggiore capillarità di azione e presenza sul territorio da parte dei Carabinieri, mettendo in campo ogni sforzo per arrivare alla realizzazione della nuova caserma”.

Secondo molti un passaggio un po’ sbrigativo sul regime fascista, sul contesto e sulle responsabilità che portarono al sacrificio del carabiniere Briganti, ma anche sul ruolo che tedeschi e fascisti da una parte, carabinieri, cittadini e partigiani dall’altra ebbero nell’evoluzione della situazione in quei tragici anni che caratterizzarono il ventennio fascista e il post 8 settembre 1943. Sostanzialmente chi critica queste parole chiede al neo primo cittadino di smettere i panni da campagna elettorale e di vestire quelli da sindaco dell’intera comunità, che necessitano, però, di un maggior senso istituzionale.