La ricetta di Todini per la TASI scatena la polemica (su Facebook…)

La ricetta di Todini per la TASI scatena la polemica (su Facebook…)

“Abbassare la Tasi è facile. Basta dimezzare (per dire) le linee di trasporto scolastico (da otto a quattro per circa 300 bambini), il contributo che il Comune eroga ai cinque nidi “privati” (per un altro centinaio e rotti bambini), dimezzare il contributo alla Scuola Comunale di Musica facendo pagare di più chi la frequenta (almeno 150 ragazzi). Chiudere qualche scuola in qualche nostro paese. E altre cose di questo tipo. Basta volerlo che si fa in un battibaleno. E poi? Saremmo migliori? Vivremmo meglio? (Le cose che ho citato costano al Comune circa 700.000€ all’anno)”. Poche righe per scatenare un mezzo putiferio sul social network: che Facebook sia ormai terreno di disputa e contesa politica è palese, ma se è il sindaco Alfio Todini a dare il via alla polemica la vicenda acquista anche più interesse. Il terreno di battaglia è quello della Tasi e dell’approvazione della rispettiva aliquota: la tassa, indigesta e considerata iniqua dai più, scatena proteste trasversali. Il Governo contro i comuni; i comuni contro il Governo: i comuni “contro” i cittadini; i cittadini contro il governo, i comuni, i sindaci e gli amministratori tutti. Tanto alla fine a rimetterci sono sempre loro.

Il morale e il sentimento del cittadino medio è facilmente riscontrabile in questi giorni nella pagina personale del sindaco Todini che, con la sua ardita affermazione, ha dato adito a molti per poter dire la loro sulla situazione economica e sociale del comune, senza farsi mancare nulla: immigrati, investimenti, raccolta differenziata, calcio, fino al classico e immancabile “tutti a casa”.

La risposta del primo cittadino, al quale va riconosciuto il coraggio avuto nel pubblicare un post del genere e la calma nel rispondere, il più delle volte si avvale di paragoni con le altre città sia a livello di Tasi che di altri servizi al cittadino che le varie amministrazioni dovrebbero offrire. Il fatto di per sé irrita più di una persona ma è anche vero che dall’altra parte non si avanzano proposte degne di questo nome. Da  “meno giardini col marmo, collonine elettriche […], nuovi marciapiedi ecc” a “ma vaff…” le alternative proposte non sono poi questo granché : non che spetti ai cittadini “guidare” il comune, per carità, ma nel tempo della famigerata “democrazia della rete” sarebbe magari gradito ascoltare interventi anche minimamente costruttivi. Avere la botte piena e la moglie ubriaca in tempi di crisi è difficile. È però chiaro che intanto nel paese monta l’insoddisfazione verso un’amministrazione che, a dire di alcuni, non sta mantenendo le promesse preelettorali. “Prima delle elezioni – scrive un cittadino – quando da più parti si chiedevano notizie sulla Tasi silenzio di tomba…ora invece coraggiosamente si difende la scelta di aver messo l’aliquota più alta”.

“Mi piace che il sindaco che rappresenta il mio comune dialoghi con noi cittadini” – commenta un’altra cittadina – “e spero che riesca a comprendere le problematiche dei suoi cittadini e cercare di agire per il  nostro meglio”: probabilmente la cosa migliore che emerge da questa sterile discussione è la speranza che le cose possano migliorare, siano esse sotto forma di servizi, di tasse o di stili di vita.