Mamma li profughi: in 300 in arrivo a Sant’Elena. Lo dice FB

Mamma li profughi: in 300 in arrivo a Sant’Elena. Lo dice FB

Un semplice annuncio può gettare nello sconforto un paese? A Marsciano, in questo particolare momento storico, pare proprio di si. È bastato infatti che qualcuno scrivesse del fantomatico arrivo di 300 profughi al Don Guanella della frazione di Sant’Elena perchè la gente iniziasse ad esprimere tutte quelle passioni che in questi giorni ben conosciamo. Ci ha pensato il sindaco a smentire quella notizia nella giornata di venerdì 12 giugno e lo ha fatto tramite social, visto che ormai è l’unico modo per arrivare in modo veloce e diretto ai cittadini.

Domandarsi come possano nascere e svilupparsi certe notizie ormai ha poco senso. Resta da comprendere il perchè: passi, per modo di dire, la prassi della carta stampata di creare false notizie solo per accaparrarsi qualche click in più, ma spiegare come dei semplici cittadini possano, di sana pianta, inventare storie surreali resta davvero difficile.

La fandonia della rissa all’ostello di Perugia “per cibo e vestiti non firmati” ha scatenato, ad esempio, un grande putiferio e dopo essere stata lanciata nel web da un portale perugino è stata ripresa a livello nazionale anche da una testata importante come Il Giornale, salvo poi essere sospesa a causa di “tre versioni diverse” (sic). A smontare quella storia, che intanto già aveva fatto disastri nella “pancia” delle persone, ci ha pensato Umbria24, cercando di ristabilire la realtà dei fatti e la serietà intorno ad una vicenda che, altrimenti, non sarebbe stata nemmeno lontanamente notiziabile.

Più difficile spiegare cosa abbiano da guadagnarci le singole persone nel mettere in giro voci false e tendenziosamente razziste, volte chiaramente ad infuocare una situazione che, per svariati motivi, è di per sé già caldissima. Probabilmente nulla e allora la questione ruota tutta intorno all’educazione. E non si parla qui delle singole idee: contrari o a favorevoli all’immigrazione, all’integrazione, all’accoglienza, di destra o di sinistra, xenofobi, razzisti, “zecche dei centri sociali” o fricchettoni che siate, va bene (quasi) tutto. Purchè si abbia una minima idea di cosa si sta parlando, o scrivendo, vista la capacità del web di dare la parola a tutti (Eco docet). A volte, se risulta troppo difficile ragionare intorno alla questione, vale la pena stare in silenzio ed ascoltare tutte le campane che ci sono intorno, piuttosto che aprire bocca, o accendere il computer, e dire o scrivere le prime cose che vengono in mente.

L’educazione sta tutta nel conoscere il problema e poi prendere una posizione, altrimenti si è ignoranti, si ignorano le cose e si è potenzialmente pericolosi. Rilanciare una notizia falsa per qualche click in più è da ignoranti, perchè si ignorano le conseguenze di un gesto che, nell’era dei social, può provocare danni. Mettere in giro voci false potrebbe avere, oltre che le medesime ragioni, le stesse conseguenze: qualche like, qualche “io non sono razzista ma” in più nella home, qualche ora di visibilità sui social, non eleva di diritto chi scrive falsità a statista, politico, sociologo o valoroso condottiero.