Mangiare bene a scuola: Marsciano contro la cattiva educazione alimentare

Mangiare bene a scuola: Marsciano contro la cattiva educazione alimentare

L’incidenza di sovrappeso, l’obesità infantile, certe abitudini sbagliate che stanno prendendo piede come, ad esempio, non fare una prima colazione adeguata, o addirittura non farla affatto, fare una merenda a scuola inadeguata e consumare cibi e bevande ad alto contenuto di grassi e zucchero: tutte pratiche che non giovano alla salute dei ragazzi, specie in età scolare. Proprio per questo ci si deve attivare per fare qualcosa (e presto), anche perchè i dati che arrivano non sono incoraggianti.

Mangiare bene, mangiare sano, mangiare insieme a scuola, è questo l’obiettivo che si prefigge il Progetto “Merenda-Scuola”, un progetto promosso dal Distretto Sanitario n. 3 Media Valle del Tevere, da Associazione FORMA.Azione srl, in collaborazione con i Comuni della zona e finanziato dall’Associazione G.A.L Media Valle del Tevere: saranno coinvolti quasi 650 ragazzi (3-5 anni) e, tra questi, alcuni della Didattica I° Circolo di Marsciano (plessi di Compignano, Via Orvietana e Monte Castello di Vibio) e della Direzione Didattica II° Circolo di Marsciano (plessi di Ammetto e Pontecane

In cosa consiste il progetto è presto detto: dare ai ragazzi cibi sani, biologici e a km zero grazie al lavoro della Società Cooperativa Sociale “La Torre”, che fornirà la merenda a scuola una volta alla settimana dall’8 ottobre, fino alla fine dell’anno scolastico. Ritrovare le abitudini di una volta potrebbe essere la via giusta per sconfiggere il problema della cattiva nutrizione e allora via con pane e marmellata, pane e miele, frutta, focaccia, pane e ricotta, torta di mele, ovvero cibi semplici ma genuini, legati alla stagione, ai quali dovrà seguire, certo, una sensibilizzazione da parte degli stessi educatori, insegnanti e genitori.

“Il progetto – come spiega infatti il Direttore del Distretto Stefano Lentini – non si ferma alla mera distribuzione della merenda a scuola, ma vuole arrivare a coinvolgere direttamente le famiglie di questi bambini e il personale della scuola per riflettere sugli stili di vita e in particolare sui comportamenti alimentari e far acquisire consapevolezza nei confronti di una sana alimentazione”.

Ma dopotutto avrebbe poco senso se questo insegnamento cadesse nel vuoto da qui ad un anno ed ecco perchè è pronto anche un piano di monitoraggio dell’andamento del progetto, per poter comprendere meglio quali risultati saranno raggiunti tra i ragazzi, i docenti e le famiglie: in tal modo sarà possibile anche valutare l’ipotesi o meno di dare continuità al progetto nei successivi anni scolastici.