Marsciano brucia 10 mln all’anno in videolottery

Marsciano brucia 10 mln all’anno in videolottery

Una inchiesta del Gruppo Espresso ha fotografato la situazione dei comuni italiani per quanto concerne la diffusione delle videolottery, presenti in locali dedicati, e delle “new slot” o awp, apparecchi che possono essere installati  anche in bar e tabaccherie. Basandosi sui dati forniti da Aams, sulla popolazione dei singoli comuni e sul volume di giocate registrate nel 2016, “L’Italia delle slot”, questo il titolo dell‘interessante inchiesta apparsa sul sito del gruppo editoriale GEDI, riporta una fedele istantanea, seppure parziale, della ludopatia in Italia.

A Marsciano, dove sono presenti 106 apparecchi (93 awp e 13 videolottery), con un’incidenza ogni 1000 abitanti di 5,6 (4,9 awp, 0,7 vlt), stando ai freddi numeri dell’inchiesta, che di certo non possono riportare le difficoltà che molte volte questi videopoker (e simili) creano alle famiglie, la situazione è leggermente migliore della media nazionale, anche se il comune appare tra quelli dove sono presenti “tanti apparecchi che raccolgono tanto”.

Le giocate pro-capite nel comune, che conta una popolazione di 18.793 abitanti ed un reddito pro-capite pari a 17.224€, ammontano a 529€, ripartite tra gli apparecchi che accettano solo monete (awp, 353€ ) e classiche videolottery (177€). La spesa totale per le puntate è stata calcolata intorno ai 10 milioni di euro, 9,96 milioni per la precisione, il 66% dei quali spesi alle “new slot” di bar e tabaccherie (6.6 mln). L’incidenza media delle puntate sul reddito di ogni famiglia è pari al 3%.

Questi sono dati che fanno di Marsciano un comune moderatamente virtuoso, almeno stando alla classifica stilata da chi ha pubblicato questo studio. Buoni, ma ancora da migliorare, i dati che confrontano i numeri del 2015 con quelli del 2016: in un anno, infatti, le giocate complessive sono calate di quasi un decimo (9,8%). Il numero di videolottery presenti sul territorio comunale ha visto un calo sostanzioso, che si attesta al 23,5%, mentre molto più moderato è stato quello delle new slot, la cui presenza è scesa appena del 1,1%, segno probabilmente della loro maggiore appetibilità per esercizi commerciali di varia natura.

Il miglioramento su base comunale appare ancora maggiore se rapportato ai dati provinciali: i freddi numeri, infatti, ci dicono che nella provincia di Perugia le giocate pro-capite del 2016 superano quelle dell’anno precedente di ben 50€ (779€ nel 2015 contro gli 829€ del 2016 – Terni 762€ nel 2015, 806€ nel 2016).

Giusto per la cronaca vale la pena dire che a livello nazionale è Prato, in Toscana, la provincia con la giocata pro capite più alta (ben 2377 € spesi a testa nel 2016), seguita a distanza da Rovigo, nel Veneto, con una spesa di oltre 1400 euro. Le province in cui si gioca di più si concentrano tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo.

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