Marsciano Civica su Moschea, populismo, diritti e doveri

Marsciano Civica su Moschea, populismo, diritti e doveri

Ancora una volta “Marsciano Civica e Riformista” entra nella discussione più calda dell’estate marscianese e lo fa per ribadire le sue posizioni circa il progetto di “Centro Culturale Islamico” che doveva sorgere ad Ammeto e che pare dovrà trovare altra sistemazione, in conseguenza della votazione all’ultimo Consiglio Comunale. Una posizione, quella dei socialisti di Matteucci, che si pone a metà strada tra i due principali contendenti della tenzone, vale a dire Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega da una parte e Partito Democratico dall’altra. Se da una parte, infatti, MCR rivendica il merito di aver portato alla luce il progetto di un luogo di culto islamico all’Ammeto, e dunque di aver reso pubblica la discussione – come fa il centrodestra – dall’altra si felicita, come il Pd, per la distensione seguita alla votazione del documento in sede di Consiglio Comunale.

Il Consiglio Comunale del 25 agosto scorso è stato determinante perché, recependo gran parte delle indicazioni espresse dal nostro Movimento, ha messo la parola fine alla sconsiderata idea di realizzare una moschea in via Di Vittorio ad Ammeto.
‘Marsciano Civica e Riformista’, attraverso un suo comunicato pubblicato lo scorso luglio in diverse testate locali, denuncio’ in vero per prima le trattative che da qualche tempo si stavano portando avanti all’insaputa dei residenti di Ammeto e ne evidenziò le evidenti criticità tecniche e sociali che ne sarebbero derivate con l’acquisto dell’immobile, in un’area urbana già fortemente penalizzata dalle attuali infrastrutture viarie e che sono divenute carenti dopo le ultime edificazioni commerciali.
A coloro che rivestendo il ruolo di consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno dichiarato – taluni con estremo candore – l’inesistenza del progetto della moschea ad Ammeto, solo perché non c’era un numero di protocollo, si può solo rispondere che la conoscenza dei fatti che accadono intorno a noi non dipende quasi mai da un numero di coda: occorre stare assieme alle persone e ascoltare semplicemente le problematiche che nascono quotidianamente e che altrettanto semplicemente vengono rappresentate a tutti, Istituzioni comprese.
Gridare al populismo quando è il popolo che chiede delle regole diventa pericoloso per tutta la comunità e l’idea di essere educati alla maniera degli altri in un momento storico in cui si piangono 27 connazionali brutalmente assassinati dal terrorismo islamico non serve a rasserenare gli animi di nessuno.
Ma la conseguenza politica che è nata grazie a questa denuncia è l’accettazione del patto nazionale per un islam italiano da parte della locale associazione islamica e questo fatto va salutato come estremamente positivo e foriero di importanti novità sotto vari aspetti.
Questo documento infatti richiama espressamente gli articoli 2,3,8 e 19 della nostra Costituzione, è stato siglato dal Ministero degli Interni con le principali associazioni musulmane nazionali lo scorso febbraio e per la prima volta nella nostra Regione il Comune di Marsciano lo ha recepito ed utilizzato come piattaforma statutaria con le associazioni di fede musulmana.
‘Marsciano Civica e Riformista’, nel ribadire che vanno seriamente sviluppate tutte le politiche d’integrazione e che la migliore integrazione per i residenti di origine straniera si realizza solo con la conoscenza dei processi evolutivi del nostro stato di diritto, ritiene che tutte le confessioni religiose abbiano diritto di organizzarsi secondo i propri statuti purché non contrastino con le norme contenute nel nostro ordinamento giuridico e con i valori sanciti dalla Costituzione Repubblicana.

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