Marsciano, mattatoio chiuso una settimana per un’autorizzazione mancante.

Marsciano, mattatoio chiuso una settimana per un’autorizzazione mancante.

Con una nota stampa è stato reso noto che nella seconda metà di Aprile, gli uomini del Comando Stazione forestale di Marsciano, nell’ambito di una campagna di controlli su impianti di macellazione finalizzati alla verifica della regolarità delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti prodotti, del rispetto delle normative inerenti la macellazione e il benessere degli animali, hanno posto sotto sequestro l’intero impianto di macellazione marscianese di proprietà comunale ma la cui gestione è stata affidata dal Comune di Marsciano ad una ditta privata convenzionata della zona.
Dal sopralluogo della forestale è emersa la mancanza di titoli autorizzativi per lo scarico delle acque reflue industriali in pubblica fognatura: pare che i titoli fossero già stati richiesti dai gestori del mattatoio all’ente di riferimento ma che non fossero ancora pervenuti.
Questi scarichi in uscita dall’impianto di macellazione e derivanti dal lavaggio delle attrezzature e delle superfici di lavoro con sostanze disinfettanti e sgrassanti, confluiscono in un pozzetto di raccolta; da qui arrivano all’impianto di filtrazione e al degrassatore per poi fluire in pubblica fognatura.
Due persone, appartenenti alla ditta che gestisce in convenzione il mattatoio, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria, per il reato di scarico di acque reflue industriali in assenza della prescritta autorizzazione.
L’impianto di macellazione è stato sottoposto a sequestro penale su disposizione del GIP del Tribunale di Perugia; l’attività si è fermata per sette giorni, dal 17 aprile al 23 aprile u.s., fino cioè all’ottenimento da parte del gestore dell’impianto di macellazione, dell’autorizzazione allo scarico, da qui quindi il dissequestro dell’impianto ed il ritorno alla piena attività.
I fatti contestati integrano violazione al Testo Unico Ambientale in materia di scarichi; le pene previste sono arresto fino a due anni o ammenda fino a diecimila euro.