Marsciano ribadisce l’antifascismo sancito dalla Costituzione

Marsciano ribadisce l’antifascismo sancito dalla Costituzione

Alla vigilia della discussa, discutibile e caldissima manifestazione organizzata da Casapound che andrà in scena oggi, sabato 16 dicembre, in quel di Ponte San Giovanni, Marsciano mette nero su bianco le parole già pronunciate dal sindaco Alfio Todini, le stesse che avevamo riportato qualche tempo fa su questa pagina.

Prendendo una posizione chiara su eventi di questo genere, Marsciano, come ormai stanno facendo moltissime località, “non rilascerà in alcun modo concessioni di patrocinio e di occupazione di suolo pubblico o di utilizzo di spazi di proprietà comunale a organizzazioni e associazioni che si richiamino direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali o alla sua simbologia” ma anche a quelle, più subdole e magari meno impattanti nell’immaginario comune, “che esibiscano e pratichino forme di discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale”.

La deliberazione della Giunta comunale, attraverso questi fondamentali principi relativi alle modalità di concessione a terzi di patrocini, uso di aree e sale pubbliche, ha come scopo l’inviolabilità, ancor più forte nel territorio che ha visto i natali e l’eccidio dei fratelli Ceci, dei valori democratici ed antifascisti su cui si fonda la Costituzione della Repubblica italiana: il soggetto che presenta la domanda dovrà dunque dichiarare di rispettare i valori democratici della Costituzione Italiana e della XII disposizione finale, quella che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

“Questo nostro atto – afferma il sindaco Alfio Todini – si inscrive nella tradizione democratica e civile che ha sempre caratterizzato la nostra comunità e riteniamo sia fondamentale per prevenire qualsiasi inquinamento di detta tradizione”. Come ribadisce Todini, ma soprattutto come è facilmente riscontrabile nei commenti, negli interventi e nelle discussioni sul web, ma anche negli atteggiamenti e nelle situazioni come quelle di Como o Ponte San Giovanni, è chiaro il ritorno, sempre più frequente, “di atteggiamenti aggressivi ed intimidatori da parte di gruppi e formazioni che si richiamano espressamente e pubblicamente all’ideologia fascista e nazista”. Anche se espressamente vietato dalla Costituzione e da leggi ordinarie come la n. 645/1952 e la n. 205/1992 (manca la Legge Fiano, approvata al momento solo dalla Camera dei Deputati), questi atteggiamenti sono ancora vivi e vanno dunque combattuti anche con deliberazioni come quella appena approvata a Marsciano.

“La nostra è una scelta democratica e non violenta – continua Todini, rispondendo così a chi lo accusa di essere lui stesso, insieme al PD, fascista e liberticida – che punta a disinnescare qualsiasi tentativo di generare odio e non è nostra intenzione legittimare in alcun modo forme aggressive di contrasto ad un fenomeno che va combattuto sul piano della legge, dei valori e dello stato di diritto”. Chiede inoltre uno sforzo a tutte le forze politiche, ma anche a quelle sociali e culturali, affinché ci si impegni a capire le motivazioni che portano alcuni cittadini a ritenere queste forme di espressione come “normali”.

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