Mattioli: chiusura del supermercato e nuovo centro commerciale: c’è un nesso?

Mattioli: chiusura del supermercato e nuovo centro commerciale: c’è un nesso?

La vicenda del supermercato in chiusura a fine anno ha subito acceso il dibattito politico marscianese:“Le voci che danno per certa la chiusura del punto vendita COOP di Marsciano e la conseguente messa in mobilità dei lavoratori ci allarmano non poco” a dirlo è Cristian Mattioli, consigliere d’opposizione a Marsciano.

“Non vorrei che questa mossa sia la conseguenza diretta della difficoltà di portare avanti il progetto del nuovo centro commerciale di Ammeto, l’ennesima distesa di cemento in un territorio già troppo sfruttato; in questo caso ci troveremmo davanti alla paradossale situazione per la quale i dipendenti dovrebbero essere i soli a pagare per il cervellotico piano del commercio locale, che ha riempito Marsciano di supermercati e centri commerciali portando ad una saturazione del mercato”.

“In questa fase di congiuntura economica” prosegue il consigliere Mattioli “dove gli abitanti di Marsciano stanno calando, i consumi sono fortemente compressi sarebbe assurdo pensare che si possa rilanciare un supermercato semplicemente cambiando la sede, e mettendolo in una posizione con 2 supermercati a pochissimi metri”.

La soluzione secondo Mattioli è la seguente: “La salvaguardia dei posti di lavoro e dell’economicità della struttura esistente sta nel rilancio dell’Arco, un complesso che non può e non deve morire a soli 15 anni dalla sua realizzazione, sia per la centralità che per le importanti cubature; si rischia infatti di avere al centro di Marsciano una struttura dismessa che diventerebbe una “giungla urbana”; i soggetti interessati devono realmente lavorare per il rilancio dell’immobile, investendo e programmando sul medio periodo”.

“Dopo la fallita trattativa con le Poste (ndr per lo spostamento dell’ufficio spostale negli spazi rimasti vuoti dell’Arco) ed il trasferimento degli ambulatori dei medici, le difficoltà dell’Arco sono aumentate giorno dopo giorno; si tratta di rendere attrattivo per i potenziali esercenti l’investimento nella struttura anche attraverso l’incentivazione e l’inserimento, nei negozi vuoti, di alcuni erogatori di servizi, per ridare slancio al morituro Arco”.

“Quello che è certo” conclude Mattioli “è che non si può utilizzare la minaccia di licenziamenti per portare avanti i propri progetti, soprattutto se non condivisi da un territorio; da un’azienda di grande tradizione come la Coop ci aspettiamo progetti ed investimenti che guardino al territorio, ai quali l’amministrazione dovrà rispondere con tutta la disponibilità possibile salvaguardando prima di tutto gli interessi legittimi dei cittadini e degli altri operatori economici locali”.