Mattioli sulla nuova Coop: nessuno la vuole, poche ricadute su Marsciano e tante criticità.

Mattioli sulla nuova Coop: nessuno la vuole, poche ricadute su Marsciano e tante criticità.

Domani (mercoledì 28 gennaio) il Consiglio Comunale dovrà votare per il nuovo centro commerciale ad Ammeto; da tempo la questione è ritornata al centro del dibattito marscianese ma in questi giorni la politica si sta occupando solo di questa vicenda; quasi tutte le campane si sono espresse, con maggiore attività da parte dei contrari al progetto, cioè tutte le forze di opposizione, e solo il PSI che dalla maggioranza ha detto la sua sulla vicenda; per il resto tanto silenzio.

Dopo le uscite di questi giorni del Comitato No Coop, del Centrodestra di Marsciano, ora arriva anche la presa di posizione del Movimento della Qualità della Vita con un comunicato stampa firmato da Cristian Mattioli, ex consigliere comunale e primo dei non eletti in quest’ultima tornata elettorale.

Di seguito il comunicato integrale

Il dibattito sulla eventuale costruzione di un nuovo centro commerciale ad Ammeto e il conseguente spostamento della Coop all’interno di quest’ultimo sta diventando surreale. Non c’è cittadino o operatore commerciale che vede di buon occhio questa operazione. Le prospettive sono fosche sia dal punto di vista occupazionale che da quello commerciale: se infatti è vero che lo spostamento garantirebbe di salvare per qualche tempo i posti di lavoro dei dipendenti Coop è probabile che la vicinanza di due altri esercizi di notevoli dimensioni incida negativamente sulle vendite di uno o di tutti e tre i concorrenti e tutti sappiamo che alla contrazione degli affari corrisponde una diminuzione del personale. Al tempo stesso la rete commerciale residua che resiste nella Zona di Ammeto sotto forma di piccoli esercizi distribuiti nella località non avrebbe più scampo: o si entra nel centro commerciale ( alle condizioni di chi affitta) o si chiude. Poi c’è la questione più scottante, L’abbandono del centro L’Arco darebbe il colpo di grazia a tutte le attività che coraggiosamente in questi anni hanno resistito alla crisi e allo spopolamento del centro storico. Nel frattempo la panzana della piscina coperta al posto del centro commerciale si è miseramente sgonfiata tanto che nel recente comunicato del PSI si avanzano proposte già datate come un centro anziani (ma voi ce li portereste i vostri congiunti?) o assai creative come un centro di smistamento ortofrutticolo a km 0. A fronte di queste misere prospettive gli ultimi giapponesi che difendono questo progetto sono asserragliati in Consiglio ed in Giunta e si dimostrano sordi a qualsiasi stimolo dei comitati delle associazioni di categoria rispetto alle problematiche suddette alle quali vanno aggiunti gli innegabili problemi di viabilità e di qualità della vita che si rischia di creare ai residenti di una zona già complessa.
In questi giorni chi è critico verso questa variante e ricopre posizioni di governo o di rappresentanza ha il dovere di far sentire la sua voce. I cittadini non accetteranno ripensamenti tardivi, a cose fatte, quando i problemi che abbiamo elencato si mostreranno concretamente. In questo senso va apprezzata la presa di posizione di Proposta Marsciano che si assume un atteggiamento coraggioso e coerente con l’impostazione data in passato. Stesso atteggiamento ci aspettiamo da chi, in questi anni, ha segnalato le difficoltà e i pericoli di questo progetto. Certo no ci si può nascondere dietro la speranza che un investimento porti appalti per le aziende locali, visto che i grandi gruppi commerciali hanno fornitori a livello nazionale e a Marsciano potrebbero rimanere solamente le briciole e gli scheletri in cemento armato da recuperare.