Messa a Marsciano. E le regole contro il coronavirus?

Messa a Marsciano. E le regole contro il coronavirus?

Ad Ammeto, per celebrare la Domenica delle Palme, si è tenuta una messa in una chiesa non proprio vuota. Tutto regolare?

Mentre Papa Francesco celebra la Domenica delle Palme in una Basilica deserta e invita i fedeli via streaming ad avere coraggio, a Marsciano accade qualcosa di veramente strano. Oggi, domenica 5 aprile, nella Domenica delle Palme più particolare che si ricordi, in una chiesa di Marsciano è stata celebrata la messa come se nulla fosse, come se il coronavirus non esistesse e come se tutti gli appelli, i richiami e le raccomandazioni del Governo, della Regione e del Comune fossero solo parole al vento.

Succede così che ad Ammeto alcuni preti, chierichetti e civili si siano ritrovati per la messa, la benedizione delle Palme e per ricevere la comunione, il tutto senza il minimo rispetto delle norme di sicurezza previste e tanto sbandierate in questi giorni (anche a suon di minacce video da parte della sindaca). Poche persone, è vero, che si sono ritrovate per celebrare un rito sentito, ma a dispetto di tutti quelli che da ormai un mese stanno rinunciando a momenti importanti della propria vita. Un rito che, sebbene tra i più importanti per la comunità cattolica, poteva essere pensato diversamente, se è vero che c’è chi si è organizzato con megafoni, amplificazioni e video in streaming. E non vale parlare all’inizio della funzione di “una chiesa vuota, se non con le persone necessarie per il servizio”, se poi sul finire possono entrare fedeli per ricevere la comunione.

Sorge adesso spontanea la domanda. Come è possibile che un evento del genere si sia potuto tenere nel bel mezzo di un quartiere tanto popoloso e per di più in barba ad ogni disposizione contro la diffusione del covid-19? Come è possibile, oltretutto, che si possa pensare di essere nel giusto, tanto da mettere tutto online senza rendersi conto di essere in fallo? Il video, inizialmente pubblicato su questo canale youtube, è stato reso privato (a seguito probabilmente di questo articolo), ma a questo indirizzo è possibile vederne un estratto con alcuni passaggi. Come è possibile che le quasi 500 persone che hanno visto il video (al momento in cui esce questo articolo) non abbiano sollevato dubbi su quanto è stato fatto (se non un utente)? Le autorità erano a conoscenza di questa funzione pubblica? Chi di dovere dovrà dare delle risposte, non tanto a noi, che siamo nessuno, ma piuttosto a chi è preposto al controllo e al rispetto delle regole e che in questo momento dovrebbero valere per tutti.
Almeno per rispetto a chi sta facendo sacrifici e lavorando duro per uscire dall’epidemia.