Messa Ammeto. La posizione di Comune e parroco

Messa Ammeto. La posizione di Comune e parroco

Con una nota l’Amministrazione ha condannato quanto avvenuto ad Ammeto nella Domenica delle Palme. Il parroco dice la sua e si difende: “tutti autorizzati”

Su quanto successo nella chiesa di Ammeto ieri mattina, domenica 5 aprile, l’Amministrazione comunale è uscita con una nota dove “condanna il modo in cui l’iniziativa è stata condotta, ovvero non a porte chiuse, ma alla presenza di alcuni fedeli, sebbene molto pochi”. Saranno comunque “le forze dell’ordine a fare le opportune verifiche” visto che l’episodio è stato segnalato. E non poteva essere altrimenti visto il clamore suscitato e la messa on line del video (qui alcuni estratti della funzione).

Pur ritenendo condivisibile l’intenzione della parrocchia di dare vita ad una cerimonia, se questa fosse stata a porte chiuse, “quanto successo – si specifica nella nota – rappresenta un comportamento comunque grave perché una delle ragioni della facilità di diffusione di questo virus è legata alla presenza degli asintomatici”. Logicamente la domanda che tutti si pongono è la seguente: “chi può dirci che tra i partecipanti a questa cerimonia non ci fossero persone asintomatiche o persone che hanno violato la quarantena?”.

Ora che si è entrati ufficialmente nella settimana pasquale, il Comune chiede a tutti un senso civico e una responsabilità ancora più alti, nel rispetto delle norme che sono state emanate a tutela della salute pubblica. “Quanto successo non è tollerabile, proprio perché può essere l’origine di ulteriori contagi”. Il legame spirituale e di comunità vanno tenuti ben saldi, ma sempre nel rispetto delle restrizioni in vigore.

“La normativa, come precisa una stessa nota del Ministero dell’Interno, ammette lo svolgimento di celebrazioni religiose a porte chiuse, alla sola presenza dei celebranti e degli accoliti necessari allo svolgimento del rito, e comunque nel rispetto delle misure di igiene e delle distanze di sicurezza”. E proprio su questi punti si è incentrata la risposta che don Andrea Rossi ha rilasciato a UmbriaOn, nella quale assicura che i partecipanti alla funzione (almeno 12 quelli che appaiono in video) erano presenti poiché tutti necessari allo svolgimento della funzione e autorizzati.

Qualche dubbio sulla distanza interpersonale ce l’ha anche il parroco – “forse viene violata, ma allungando le mani ci siamo” dichiara – e lo stesso per l’assenza di altri dispositivi di protezione – “sul discorso dei guanti non ho trovato nulla di preciso, posso essere stato superficiale”- ma non ha ripensamenti invece per quanto riguarda la correttezza nel dare la comunione, visto che “l’ostia viene data in mano, non in bocca”.

Quanto auspicato dal Comune, viene ripetuto anche da don Andrea Rossi e quindi “se ci sono dei rilievi li faranno le istituzioni o le forze di polizia”. Nel frattempo la sindaca ha garantito che il Comune “si attiverà con controlli stringenti in tutte le chiese per verificare e garantire che le regole vengano rigorosamente rispettate”.