Migranti a Sant’Elena. E’ muro di cittadini e partiti per il no

Migranti a Sant’Elena. E’ muro di cittadini e partiti per il no

Ci si aspettava un dibattito acceso ieri sera a Sant’Elena, visto che si parlava di migranti e accoglienza e le aspettative non sono state disattese: sul tavolo il progetto per ospitare presso l’Istituto Sereni un non meglio precisato numero di migranti minori non accompagnati. Il Circolo di Sant’Elena era pieno, l’esterno della sala gremito con gente affacciata alle finestre e animi riscaldati nell’ascoltare gli interventi dei relatori. Al di là della scrivania, a confrontarsi con i cittadini il Sindaco Alfio Todini, unico rappresentante del PD locale ad aver preso la parola, don Matteo, in rappresentanza dell’Opera don Guanella, proprietaria dell’Istituto Sereni, e Nicola Peirce dell’associazione Migrantes. Tra i cittadini anche esponenti politici e consiglieri: hanno preso la parola e fatto interventi un po’ tutte le forze politiche, ad eccezione di Proposta Marsciano e Movimento 5 Stelle, comunque presenti con loro esponenti.

Alla fine della serata, incalzati soprattutto dal Consigliere Pilati e da alcuni cittadini, il futuro gestore del progetto, i rappresentanti del Don Guanella ed il Sindaco di Marsciano, hanno dovuto prendere atto che la popolazione è contraria al progetto e ammettere che ne informeranno prefetto ed istituti interessati.

Ad introdurre il tema è stato proprio il Sindaco che ha ricordato come “il regolamento regionale preveda un tetto di arrivi che non può superare il 2,5؉ della popolazione comunale”, valore derogabile al 3,6؉ in caso di emergenza, “che attualmente non c’è”, anche se dai primi dati si prevede un aumento degli sbarchi per questo anno almeno del 40%: al momento, stando così le cose e considerando i richiedenti asilo già ospitati, si parlerebbe di un numero non superiore ai 20-25 minori ospitabili e comunque per legge non superiore a 30 in una unica struttura. Todini ha poi specificato che per rispondere al bando prefettizio per il “reperimento di strutture provvisorie per minori stranieri non accompagnati” la sola manifestazione di interesse dell’associazione Migrantes e dell’Opera Don Guanella non sono sufficienti: “per questo progetto serve un piano di ristrutturazione dell’istituto – ha detto – dopodiché il Prefetto, sentiti i comuni può alloggiare i minori in strutture idonee a norma”. Ristrutturazione che ha destato perplessità quando si è dovuto parlare di cifre. Le somme necessarie per i lavori sono oscillate dai 150.000 di inizio serata, fino ai 350.000 di fine dibattito, con molti dei presenti che, attaccando queste stime fatte da Nicola Peirce, in rappresentanza dell’Associazione Migrantes, parlavano di preventivi anche con uno zero in più.

Nel brusio della folla il sindaco ha ricordato come l’esperienza di Marsciano in fatto di ospitalità possa dirsi positiva: “in questi 3 anni di accoglienza si sono avuti buoni riscontri e si è capito come gestendo piccoli gruppi sia più facile ottenere l’inclusione, l’apprendimento della lingua e svolgere attività”. “E’ necessario – ha infine dichiarato – istituire attività di lavoro volontario come forma di rafforzamento per l’ospitalità. Volevamo partire ad inizio anno ma abbiamo avuto difficoltà, ma credo che queste forme di accoglienza possano anche essere un’opportunità per i paesi che ospitano.”

A chi avanzava le proprie paure per l’arrivo di così tanti migranti in un borgo tanto piccolo, Nicola Peirce dell’associazione Migrantes, che dovrebbe occuparsi della gestione dei minori eventualmente ospitati, ha ricordato alcune esperienze analoghe in Toscana, dove non si è registrato mai alcun problema. Alle immancabili voci populiste (“allora portateli a Siena”), qualche abitante più illuminato ha aggiunto un legittimo dubbio: come si fa a fare inclusione per 20-25 ragazzi in un borgo come Sant’Elena?

Dello stesso tenore è stato l’intervento dell’ex segretario del PRC, Salah Ez Zahar, contrario come tutta Rifondazione al progetto. “Non si possono mettere 30 minori in un paese di 30 persone” ha dichiarato. “Siamo per l’accoglienza ma non per i ghetti.” L’attenzione è poi caduta sull’opportunità di far gestire il progetto di accoglienza ad un’associazione toscana: “perché il sindaco non mette in prima fila le associazioni locali già integrate nel territorio e di certo più capaci nel creare integrazione nel breve periodo?” si è domandato Ez Zahar.

Poco prima di questo intervento una nutrita schiera di esponenti della destra locale si era detta nettamente contraria al progetto per vari motivi. L’Avvocato Mele ha lodato “la grande partecipazione che fa capire come cittadini non vedano di buon occhio il progetto”, dicendosi poi “scandalizzata dal fatto che si siano trovati soldi per i migranti, ma non per i disabili”. “L’atto di donazione della struttura dai Sereni all’Opera Don Guanella prevedeva finalità filantropica per persone bisognose del posto” ha concluso l’Avvocato, anticipando gli interventi successivi, volti a mostrare come il lascito dei Sereni non preveda la cessione della struttura a terzi, come l’associazione Migrantes ad esempio, e scopi diversi da quelli previsti (cura dei disabili principalmente).

Ad aumentare le domande ed i dubbi intorno a questa vicenda è intervenuto l’Avvocato Biscarini, che ha ricordato a Don Matteo, pressandolo anche con domande mirate, come un gruppo imprenditoriale già tre anni fa aveva “manifestato la volontà di acquistare, ristrutturare e investire nella struttura per farne una nuova Solomeo”: offerta questa, a detta dell’avvocato, rifiutata dai venditori. Legittimo, dunque, chiedersi come mai l’Opera Don Guanella voglia ora cedere in comodato d’uso la struttura, senza prospettive di guadagno alcuno.

Nell’attesa di fugare i dubbi il centrodestra, in concerto con la Lega, ha inviato proprio nella mattina di lunedì 20 marzo “una richiesta urgente per un incontro col Prefetto” per comunicare la criticità del progetto e l’opposizione dei cittadini allo stesso.

La presenza del consigliere regionale della Lega Valerio Mancini, che ha aizzato i cittadini con i freddi numeri della spesa regionale per l’accoglienza (ma che non ha voluto specificare nel merito), più che per le parole, probabilmente, ha avuto effetto in rapporto all’assenza dell’omologo PD Gianfranco Chiacchieroni, ex sindaco di Marsciano e soprattutto marscianese doc.

Ad avvalorare tutti i dubbi emersi nella serata, infine, il breve intervento del Consigliere socialista Bertini che ha parlato di un “positivo incontro per informare”, parallelamente ad un “progetto con problemi, che lo rendono non positivo”. “In questa ipotesi ancora embrionale ci sono criticità dovute al contesto così piccolo – ha concluso Bertini – mentre nel caso marscianese, con piccoli gruppi di richiedenti asilo, si sono avuti buoni risultati”.

Insomma, stando alle reazioni dei cittadini e della politica, sembra proprio che questa struttura provvisoria per i minori non si debba fare. La chiusura del dibattito, dopotutto, lascerebbe poco spazio ad interpretazioni di qualsiasi sorta visto che lo stesso sindaco Todini, a precisa domanda, ha affermato “riferirò al prefetto che la popolazione è contraria al progetto”.