Minacciati dalla Digos. Se questa è l’idea di democrazia…

Minacciati dalla Digos. Se questa è l’idea di democrazia…

Riceviamo e pubblichiamo una nuova lettera inviataci in relazione alla visita del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Stavolta, per tutti i complottisti amatoriali ed i più malfidati, firmiamo per intero l’intervento, anche su richiesta di chi scrive.

Per chi si domandasse perché lo facciamo, la risposta è semplice: quanto accaduto prima e durante la visita del Ministro è un fatto di cronaca e, che piaccia o no, renderlo pubblico può essere fonte di confronto e dibattito. Quello che non deve mai mancare è la civiltà ed il rispetto nella discussione: non siamo mai venuti meno a questo principio e non permetteremo, visto il clima creatosi in questi ultimi giorni di campagna elettorale, che qualcuno possa trasgredire questa semplice ed elementare regola.

Ricordiamo a tutti che gli interventi dei lettori inviati a questa redazione saranno sempre oggetto di verifica e, se ritenuti in linea con quanto detto sopra, pubblicati senza alcuna censura.

 

Marsciano, lì 05/06/2019 ore 18.40 circa

Per quello che conta vi faccio una cronaca di quanto successo nel terrazzo di casa mia, quindi in un terreno privato, in occasione del comizio della candidata sindaco di Marsciano Mele e di alcuni suoi sostenitori fra cui il Ministro Salvini. Entro nella mia proprietà, per l’esattezza nel terrazzo condominiale costituente una delle parti comuni del condominio e noto alcune persone a me sconosciute ed altre di mia conoscenza oltre alcuni proprietari degli appartamenti costituenti il condominio citato.

Mi rivolgo quindi agli sconosciuti invitandoli a lasciare il terrazzo in questione perché proprietà privata. Uno di essi dopo aver chiesto le mie generalità lascia il terrazzo e l’altro, che stava facendo riprese mi dice di essere stato autorizzato da mia sorella, al che gli dico di continuare a svolgere il suo operato.

Salgo in casa per depositare la spesa fatta e, al mio ritorno in terrazza, noto altri due personaggi, a me sconosciuti, ma recanti al collo il distintivo della Digos. Mi avvicino a loro e li invito a lasciare il terrazzo essendo lo stesso una proprietà privata. Loro mi rispondono che sono li per garantire la sicurezza del Ministro ed io controbatto che questo devono farlo nella piazza ove si svolge il comizio e non in casa mia. A questo punto uno dei due mi dice che se io insisto con la richiesta lui è costretto a mettere in stato di fermo e portare via con sé per accertamenti un ragazzo, mio amico e mio ospite. Io controbatto che lui è mio ospite e non sta facendo nulla di illecito e ribadisco che ci troviamo in una proprietà privata, il funzionario Digos è fermo ed irremovibile nel suo intento asserendo che il ragazzo in questione, nella precedente visita di Salvini a Marsciano lo aveva contestato. A questo punto esclamo di non essere a conoscenza che ci fosse un regime, ma per evitare che la situazione potesse degenerare gli dico che può restare, non senza affermare che considero questo comportamento un illecito, un atto arbitrario ed un abuso di potere.

Fin qui la cronaca di quanto avvenuto adesso permettetemi alcune domande:

Perché dei numerosi terrazzi che affacciano sul luogo del comizio solo il mio era presidiato da agenti della Digos?
Perché con la scusa della sicurezza è stata impedita ogni possibile espressione di dissenso in aperto dispregio della libertà di parola e di espressione?
Perché dei funzionari Digos si sono introdotti in una proprietà privata per svolgere azioni intimidatorie e tese ad impedire, non la contestazione, ma l’espressione dei singoli?

Adesso alcune considerazioni a mente fredda:

Avrei potuto chiamare le forze dell’ordine per far valere i miei diritti, ma erano già li e non stavano ascoltando le mie lamentele.
E’ questo che si intende per democrazia?
Lascio ad ognuno di voi ulteriori considerazioni.

Mario Bolli