Monte Vergnano, il tetto del territorio marscianese

Monte Vergnano, il tetto del territorio marscianese

Ci sono molti tesori nascosti nel territorio marscianese: a Monte Vergnano c’è un doppio tesoro invece, almeno secondo la leggenda; innanzitutto qui c’è il punto più alto del territorio marscianese a 614 s.l.m.; non tutto il monte fa parte del territorio comunale, la cima e il versante nord sono nel territorio del comune di Piegaro, il lato verso sud invece è territorio marscianese.

Monte Vergnano sovrasta il Castello di Monte Vibiano Vecchio, Monte Vibiano Nuovo e Mercatello; se si fa il nome di questo colle ad un abitante della zona il suo primo pensiero, probabilmente, andrà alla leggenda che racconta del tesoro seppellito proprio li sotto, ai resti che ancora ricordano quella struttura imponente, antica e resistente.

Oggi rimane ancora in piedi un arco che guarda verso Spina, Compignano, Castello Monte Vibiano Vecchio e tutto il nord del territorio marscianese; intorno all’arco, fra arbusti e vegetazione selvaggia, ci sono ancora delle mura, a tratti crollate a tratti intatte, che fanno capire la forma del castello.

Non è facile arrivarci, si può farlo risalendo dal basso, con un sentiero che sale ai 614 metri partendo dalla strada che collega Monte Vibiano Vecchio a Monte Lagello oppure si può raggiungere l’arco di Monte Vergnano salendo verso Cibottola e da li proseguendo lungo la strada di crinale che ritorna poi verso Migliano; c’è molta vegetazione intorno al rudere anche se di recente, qualche appassionato e amante del territorio, ha deciso di ripulire un piccolo sentiero e di segnalarlo con dei nastri biancorossi.

La leggenda vuole che le origini del castello siano etrusche; è una leggenda, e come tale va presa visto che questa ipotesi non è al momento supportata da elementi storici significativi; nel libro “Memorie storiche del Comune di Marsciano” di Ascenso Riccieri, l’autore riporta alcuni passaggi ripresi da vari archivi che testimoniano l’esistenza della struttura intorno al 1100 d.c..

“Del castello di Monte Vergnano non restano che i ruderi e la leggenda che ivi sorgesse un tempo una città chiamata Faleria” – così scriveva il CAI in occasione di un’escursione sui luoghi descritti. Poi continuava, In verità l’ipotesi di una origine etrusca del castello del “Monte Voldunniano, hoggi corrottamente detto Vergnano” [Memorie storiche del Comune di Marsciano, di Ascenso Riccieri] è vaga ed incerta, ma un’antica leggenda tramandata di padre in figlio vuole che qui arrivasse un popolo etrusco proveniente dalla ricca città di Caere (unica città etrusca ad avere un thesaurus [piccolo sacello] nel santuario greco a Delfi dedicato ad Apollo). I “forestieri” si insediarono sull’altura che oggi si erge sopra la frazione di Mercatello, fondando la città di Faleria e portando con sé un tesoro comprendente oggetti d’oro massiccio con pietre incastonate, di rara bellezza, utilizzato per la cerimonia annuale in onore della dea dell’amore Turan. Ma a seguito di un attacco da parte di predoni che misero a ferro e fuoco la città, i superstiti dettero sepoltura al tesoro, comprendente una stupenda gallina dai pulcini d’oro, in un luogo della città dei morti, che l’avrebbe preservata in eterno. L’antica montagna ancora oggi conserva gelosamente il suo tesoro, nonostante le numerose ricerche (archeologiche).

E da qui i due tesori nascosti da Monte Vergnano; il primo è visibile a tutti, basta arrivare nei pressi dell’arco e quello che si vede fa bene al cuore (e alla mente); il secondo tesoro è invece quello che la leggenda fa risalire agli etruschi; e son pochi i bambini che nei decenni passati non abbiano mai provato almeno una volta a cercare questo tesoro.

Di certo, su questa struttura, c’è che nel 1130 i Vibi, già proprietari della struttura, la cedettero al Monastero di San Pietro; più di recente la struttura era in mano alla famiglia Della Penna che poi la cedette ai Sereni all’inizio dello scorso secolo; ad oggi i proprietari sono gli eredi dei Sereni.

Se il Comune di Marsciano si attivasse insieme a quello di Piegaro per valorizzare e far conoscere questo gioiello ci sarebbe sicuramente un massiccio afflusso di curiosi e appassionati a visitare questo posto suggestivo.

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