Morire a 38 anni di emorroidi a Pantalla; la famiglia chiede giustizia

Morire a 38 anni di emorroidi a Pantalla; la famiglia chiede giustizia

E’ una brutta e tragica storia quella che si è svolta all’Ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla; Roberto Bordini, 38enne di Spoleto, è morto dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico; il decesso è avvenuto nella notte fra il 20 e 21 ottobre e da subito la famiglia dell’operaio spoletino ha chiesto di far luce su questa assurda vicenda.

La procura di Spoleto ha aperto un’inchiesta su questa morte; l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo e per il momento non ci sono indagati; l’uomo, che ha lasciato un figlio piccolo e la moglie, era stato ricoverato all’ospedale di Pantalla una settimana prima della sua morte per un normale intervento alle emorroidi; tecnicamente l’intervento era riuscito, anche se il paziente soffriva da subito di dolori lancinanti; il giorno prima del decesso pare che l’uomo fosse stato sottoposto ad ulteriori esami per capire il perchè di questi dolori che non si placavano; il venerdì sera Bordini ha perso conoscenza rendendo vani tutti i tentativi di rianimazione.

Ora il pm Michela Petrini vuole stabilire se ci sia un nesso tra la morte e quanto effettuato dai medici nel corso della degenza ed anche per questo ha ordinato di effettuare l’autopsia sul corpo di Roberto Bordini ma anche qui pare che qualcosa sia andato storto; la famiglia ha infatti denunciato che il corpo dell’operaio spoletino si trovava in decomposizione, dando la colpa al cattivo stato di conservazione; una ulteriore violenza verso i familiari che stanno cercando di far emergere le cause di questa assurda morte; il timore è quello che il pessimo stato di conservazione del corpo possa aver influito anche sull’esito dell’autopsia che è stata svolta dal medico legale Valentina Bugelli

Una nota della Usl ha affermato che “la gestione della salma è stata effettuata correttamente, in termini di conservazione e di custodia, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. In particolare si precisa che, come previsto dalla norma, dopo 24 ore dalla dichiarazione di decesso, la salma è stata collocata nella cella frigorifera del nosocomio di Pantalla, cella sigillata con timbri e non accessibile ad estranei, posta in un locale chiuso a chiave. La temperatura della cella è costantemente monitorata attraverso un sistema di allarme che avvisa in caso di eventuali oscillazioni della temperatura stessa. Si sottolinea, infine, che molteplici possono essere le cause biologiche, non termodipendenti, che possono accelerare il processo di decomposizione di un cadavere”.

I funerali del 38enne di Spoleto si sono svolti martedì 31 ottobre; ora il pm è in attesa dei risultati dell’autopsia per procedere ulteriormente con le indagini e fare chiarezza su questo drammatico evento; un fatto questo che ha portato l’ospedale di Pantalla alla ribalta nazionale, con molte testate nazionali che si sono occupate della vicenda; da chiarire anche se la più volte denunciata mancanza di un reparto di rianimazione possa avere in qualche modo influito.

 

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