Moschea. Spunta una exit-strategy democratica?

Moschea. Spunta una exit-strategy democratica?

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Partito Democratico Marsciano che mette in luce importanti novità sulla discussione nata intorno al progetto del Centro Culturale Islamico. Da una parte il PD locale attacca senza mezzi toni le forze di destra, definite xenofobe e divisive, ed i moderati che giocano a rincorrere posizioni radicali, dall’altra cerca di smorzare i toni, chiedendo anche agli esponenti della comunità islamica di valutare bene ogni futura mossa, in considerazione soprattutto del momento storico e sociale che stiamo vivendo.

Una “via di fuga”, questa del PD, che difficilmente potrà incontrare il favore delle forze più radicali. Se recentemente erano stati i socialisti di Marsciano Civica a ribadire le loro perplessità con posizioni più morbide e prima ancora le liste civiche a dirsi “stupefatte e basite” per la vicenda, è molto improbabile, infatti, che gli esponenti della Lega possano accettare uno smarcamento del genere su una questione così sensibile come quella della “moschea”, divenuta di fatto il fulcro della campagna elettorale ormai già in moto (seppure con ampio anticipo). Più difficile prevedere quale linea terrà Forza Italia, vicina agli alleati del Carroccio, seppure con toni più moderati.

Sotto l’attacco della destra xenofoba e divisiva, si intorbidano i rapporti nella comunità locale. Ogni problematica che riguarda la convivenza civile è elemento di provocazione e di offesa da parte di una destra che della paura fa un uso quotidiano; lo stesso centrodestra è ormai cannibalizzato dalla Lega Nord e costringe anche i moderati a rincorrere posizioni radicali.

Marsciano è una comunità rispettosa e civile che, a causa di una continua caccia alle streghe, sta conoscendo ipocrisia e cattiveria in un dibattito pubblico, peraltro condito da menzogne e ricostruzioni false di ogni vicenda, che mai ne aveva registrati in tali dosi. L’odio che si sta diffondendo non fa che produrre lacerazioni e danni nel tessuto sociale, fra famiglie e comunità. Non si esita ad aizzare e a strumentalizzare per cercare consensi facili dato il clima che si respira in tutto il paese, puntando su legittime preoccupazioni alle quali viene indicata, come via d’uscita, la logica dello scontro.

Il Partito Democratico, di fronte a questo clima, sente comunque di doversi fare garante del ristabilimento di un diverso modo di discutere, ragionare, approfondire. In cui la diversità di vedute non sfoci necessariamente in una battaglia infinita. Intendiamo dare voce a quella società civile marscianese che, spaventata da tutto ciò, lavora e opera nelle associazioni, nel volontariato, nella scuola, nello sport ed anche in quello del dialogo religioso. E lo fa puntando ad unire piuttosto che a dividere. Lo faremo incontrando queste realtà chiedendo loro di partecipare ad un progetto sociale e culturale che proponga nuove modalità di dialogo, di tolleranza e di condivisione.

La comunità islamica è presente a Marsciano da oltre un ventennio. Una presenza rispettosa che non ha mai generato problemi di convivenza. I loro figli vanno a scuola coi nostri, vestono come i nostri, giocano nelle stesse squadre ed è particolarmente odioso, soprattutto nei loro confronti, trattarli da ospiti non graditi e indesiderati. Non possiamo permetterlo.

Riteniamo tuttavia che per fare questo occorra continuare un lavoro che richiede tempo e dedizione e sia al riparo da scadenze immediate e scelte che darebbero la stura ad un ulteriore incattivimento. Un lavoro che vada nella direzione del documento approvato dal consiglio comunale (all’unanimità con una sola astensione) dello scorso agosto che conteneva linee guida ed opzioni che qualcuno non sta esitando a rimangiarsi solo per ragioni di convenienza. Per questo, anche a seguito di un approfondimento tecnico riteniamo che non ci siano le condizioni per accogliere la richiesta ed invitiamo l’Associazione islamica a valutare l’opportunità di un’ulteriore attenta riflessione sul mantenimento dell’osservazione, al fine di poter consentire uno svelenimento del clima, necessario anche a loro ed alle loro legittime ragioni (costituzionalmente riconosciute). Così lo sono le esigenze di sicurezza e di una convivenza rispettosa delle leggi e orientata alla libertà di tutti. Una riflessione ed un impegno ad evitare ulteriori passi che non tengano conto del momento.

La difesa dei nostri valori e dei nostri principi laici e democratici, e con essi delle nostra cultura, passa attraverso il confronto, il dialogo, il rispetto e la trasparenza. Che riconosce diritti e doveri in modo fermo. Le forza estremiste hanno paura di questo.

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