Mostra ANPI: il Comune risponde alle accuse

Mostra ANPI: il Comune risponde alle accuse

Rispondendo ad alcuni esponenti PD, l’amministrazione conferma che nessun patrocinio era stato richiesto

L’amministrazione comunale, chiamata in causa dalla sezione locale dell’Anpi per la mancata concessione di attrezzature per l’allestimento della mostra sulle leggi razziali del 1938, risponde alle accuse con una nota per “spiegare i fatti così come si sono svolti, senza alcuna polemica legata a questioni ideologiche”.

Il primo fatto acclarato è che l’Anpi non ha richiesto alcun patrocinio dell’Amministrazione comunale: su questo primo punto, l’amministrazione risponde chiaramente ad alcuni esponenti PD, che non appena uscita la notizia sui social avevano parlato di una mancata concessione del patrocinio (mai citata, a dire il vero, dall’Anpi e dal suo presidente, ndr).

Ciò che l’Anpi ha fatto, invece, è stato richiedere “l’uso di alcune grate metalliche” per l’allestimento della mostra, grate che sono state negate dalla Giunta in data 12 dicembre, perché – recita il documento – “non disponibili per il periodo richiesto”. Non è dato sapere al momento dove fossero e a cosa servissero, ma comunque “è stata comunicata all’Anpi l’impossibilità di soddisfare la richiesta pervenuta”.

All’accusa di essere stata latitante all’inaugurazione, infine, l’amministrazione risponde dicendo di ritenere “irrispettoso che si pensi che un vicesindaco e assessore alla cultura (Andrea Pilati, ndr) che interviene all’inaugurazione di una mostra non sia sufficientemente rappresentativo”.

Per ulteriore chiarezza e trasparenza l’amministrazione comunale ha riportato sulla propria pagina facebook la lettera inviata dall’Anpi e indirizzata all’attenzione del vicesindaco Andrea Pilati e la determina di giunta in risposta alla richiesta.