Una mostra antologica per Rolando Meallesi

Una mostra antologica per Rolando Meallesi

Ad un mese dalla morte di Rolando Meallesi, pittore marscianese scomparso lo scorso 15 maggio, la famiglia annuncia l’intenzione di organizzare, proprio a Marsciano, una mostra antologica a fine 2017. Figura, quella di Meallesi, che hanno avuto modo di ricordare anche il Sindaco Alfio Todini e l’ex Sindaco Gianfranco Chiacchieroni, sottolineandone la qualità stilistica e ribadendo l’opportunità di tenere viva la memoria di un artista capace, attraverso le sue opere, di dare lustro a tutta Marsciano, contribuendo a farne una comunità laboriosa e aperta al mondo.

Rolando Meallesi, classe 1926, frequentando studi di pittori e scultori, si è avvicinato alla pittura da autodidatta, dedicandosi soprattutto alla pittura su tela e su parete partecipando così alle prime rassegne europee di murales. I suoi lavori, presenti in collezioni private e pubbliche, ed esposti in tutta Italia e all’estero, hanno riscosso molto successo dalla critica e dal pubblico. Gli ingredienti fondamentali nei lavori di Meallesi sono stati la terra di nascita, ovvero l’Umbria, e la passione per i viaggi, testimonianza diretta di nuove impressioni e atmosfere di terre diverse. Meallesi ha basato i suoi lavori sui una varietà di supporti, tecniche e formati. Dalla tela alla carta, dall’acquarello alla tempera, dall’olio alla tecnica mista. Nel suo cammino di artista ha avvicinato anche la scultura e la ceramica. E naturalmente si è dedicato anche all’architettura, seguendo la sua formazione professionale.

Nei soggetti ritratti del Maestro si possono rintracciare diversi “periodi”, come lui stesso amava chiamarli, segnati dalle esperienze di vita, la gioventù, la maturità, il lavoro, il matrimonio, i figli. Ecco allora il periodo delle periferie, quello dei cantieri e il periodo dei nudi. Ad essere ritratti sono stati soprattutto i paesaggi, le persone, gli animali e il mare. I colori della sua tavolozza, col tempo, sono aumentati di numero e sono passati da toni più spenti e tenui a colori più vivaci ed accesi.

La sua produzione, oltre ad essere specchio dei suoi viaggi in tutto il mondo, riflette anche il suo amore per il mare che, attraverso gli splendidi colori, i pesci, gli spazi aperti, le conchiglie e i gabbiani, dona emozioni “impossibili da ricreare nella loro integrale bellezza”. L’arte, come la definiva Meallesi, è tra le più grandi gioie che l’uomo può donare a sé stesso. E se dipingere presenta una difficoltà, questa è nel “sentire un quadro” non nel farlo. “Lo scopo dell’artista – amava ripetere – è coinvolgere lo spettatore dentro l’opera. Ognuno può leggere in un quadro qualcosa di suo, qualcosa che in realtà nemmeno il pittore pensava”. L’arte è così un processo di ricerca della verità, di emozioni che possono arrivare e mutarsi nel corso di tutta la vita. Una vita dedicata, fino alla fine, all’arte.

Meallesi ha esposto le sue opere in molte gallerie, in Italia e all’estero. Tra queste la Galleria Il Perugino di Roma, l’Accademia di Milano, la Galleria La Tavolozza di Napoli, la Galleria Casermette di Firenze, il Museo Valletta di Malta, il Centre International d’Art Contemporain di Parigi e molte altre. Tra le sue attività, che meritano di essere ricordate, anche la realizzazione di calendari, con ritratte le sue opere, venduti per beneficienza.

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