Musica per  i Borghi ha fallito, parola di Pilati.

Musica per i Borghi ha fallito, parola di Pilati.

Non ha fatto in tempo ad iniziare che Musica per i Borghi, anche con la nuova formula a km0, attira su di se polemiche e frecciate dal mondo politico marscianese; nello specifico è il consigliere del Centrodestra marscianese, Andrea Pilati, a puntare il dito contro l’organizzazione del festival con un comunicato stampa che è felicemente sintetizzato dall’occhiello: “senza soldi, sono le idee a fare la differenza; l’attuale direzione sembra averle finite tutte!”.

Il consigliere d’opposizione parte da lontano, dalla presentazione del festival avvenuta a Maggio: “Musica per i Borghi – si legge nella nota stampa – era stata presentata ufficialmente il 20 maggio 2014 da Todini (Sindaco di Marsciano), Chiacchieroni (Presidente onorario della Ass.ne) e Pescatori (Direttore generale) che annunciavano in quella occasione la tradizionale direzione artistica di Beppe Vessicchio, salvo poi ritrattare tutto a breve, cancellare le date e spostare ad Agosto.

In quell’occasione scrivevo scherzosamente su FB “en finiti i guadrini”, perché è proprio questa la motivazione del ridimensionamento di una manifestazione decennale, che, creata su buoni presupposti, vive da molti anni un inesorabile declino”.

“La rassegna nasce per promuovere i Borghi marscianesi rinnovati e ristrutturati e cresce coinvolgendo altri Comuni del perugino – scrive Pilati – Lentamente però tutti i partner si sono defilati – per quali ragioni? – facendo perdere importanza alla rassegna e al valore del marchio “Musica per i Borghi”.

“Gli organizzatori non hanno saputo contrastare l’involuzione del Festival, affidandosi unicamente alla scusa della crisi per giustificare i passi falsi fatti di anno in anno, fino all’ultimo scivolone di questa estate”.

Poi l’affondo di Pilati, che accusa Musica per i Borghi di essere stata per anni una manifestazione elettorale: “l’impressione che si ha di questa manifestazione è quella di un evento nato anche per scopi di “promozione elettorale”; il format, così come studiato, non porta alla cittadina marscianese e al suo tessuto economico alcuna ricaduta positiva, se non la visibilità degli organizzatori, regolarmente sul palco per saluti e ringraziamenti.

Musica per i Borghi ha da sempre rappresentato uno sforzo economico molto consistente per le aziende sponsor. Tuttavia, al contrario di altre tipologie di eventi, i soldi spesi sono funzionali a concentrare moltissime persone in piazza per qualche ora senza che vengano create le condizioni per far “vivere” le vie di Marsciano, dei borghi coinvolti e i vari negozi, magari prima o dopo la conclusione del concerto”.

“Finiti i soldi, dopo anni di manifestazione e facendo un breve bilancio, cosa è rimasto di Musica per i Borghi? Questa potrebbe tranquillamente cessare senza che i cittadini percepiscano la mancanza di una manifestazione che, allo stato attuale, non raggiunge alcuno degli obiettivi per i quali era nata!” si legge nel comunicato stampa del Centrodestra marscianese.

“La crisi che ha colpito duramente le aziende, influendo sulla loro capacità di sostenere la chermesse, ha tuttavia un lato positivo: spostare l’attenzione sui gruppi locali, presi in considerazione proprio per il loro costo contenuto e non tanto – temo – per una loro “valorizzazione”.

Anche se obbligata, pertanto, questa scelta deve ritenersi valida e da sostenere, pur se da bilanciare con le esigenze di qualità che una rassegna come Musica per i Borghi deve sempre garantire.

I gruppi dovrebbero accedere al palco serale dopo attenta selezione, in modo da promuovere artisti locali emergenti e di valore”.

Qual’è quindi la soluzione per Pilati? E’ scritto nella parte finale del comunicato stampa: “Musica per i Borghi deve rinascere e deve essere ripensata innanzitutto nel suo organigramma e direttivo, allargando alla partecipazione dei numerosi interlocutori che, in campo musicale, a Marsciano, sono molti e preparati.

È ora di puntare sui contenuti, individuando soggetti con competenze specifiche in campo artistico e musicale che si prendano l’onere di riorganizzare tutta la manifestazione.

L’obiettivo deve essere quello di coinvolgere tessuto sociale e commerciale, con lo scopo di valorizzare contestualmente le realtà musicali locali e i nostri borghi.

In un periodo in cui non ci sono i soldi, sono le idee a fare la differenza; l’attuale direzione sembra averle finite tutte!”.