Notizie fake. Partono le prime denunce dei sindaci

Notizie fake. Partono le prime denunce dei sindaci

Creare allarmismi infondati e diffondere notizie false o esagerate è da stupidi, oltre a rappresentare un’azione passibile di sanzioni

Notizie fake su decine di contagi, untori che si aggirerebbero da settimane indisturbati per i centri abitati e interi paesi messi in quarantena per colpa di una sola persona. Tutto falso ovviamente, come nella più classica delle bufale online che in questi giorni stanno invadendo i social e le piattaforme di messaggistica.

Adesso i sindaci passano dalle parole ai fatti. Dopo aver ripetuto più e più volte che creare allarmismi infondati e diffondere notizie false o esagerate rappresenta un’azione (oltre che stupida) passibile di sanzioni, ecco che arriva anche la querela (come successo in altre parti dell’Umbria) da parte di Michele Toniaccini, sindaco di Deruta, che in relazione a false notizie riguardanti l’unico caso di positività del comune ha provveduto “a notiziare le forze di polizia circa fatti e circostanze che qualora verranno effettivamente accertati sono riconducibili nelle fattispecie di cui all’art. 658 C.P.P per quanto attiene il reato di procurato allarme”.

Il messaggio incriminato parlava anche di numerosi contagi nel comune di Marsciano e, stando a quanto si apprende, l’autore del vocale circolato su whatsapp sarebbe proprio un marscianese, che però adesso dovrà rispondere dell’accusa di procurato allarme.

Ricordiamo ancora una volta, come fatto in questi giorni dalla Sindaca Francesca Mele, che qualora si volessero reperire informazioni sul coronavirus i canali da seguire sono solo ed esclusivamente quelli istituzionali (nazionali, regionali e locali). Messaggi vocali allarmistici, anche ben “confezionati”, e notizie eclatanti sono da considerarsi (oggi come sempre) privi di fondamento, specialmente se non corredati da fonti attendibili.